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In memoria di Umberto Scapagnini

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L’Università di Catania ha reso omaggio ad uno dei suoi più grandi docenti: il professore Umberto Scapagnini. Grazie all’iniziativa del professore Filippo Drago, gli è stata intitolata l’aula magna della Torre Biologica. Un omaggio dovuto ad un grande scienziato, illustre farmacologo, che con le sue intuizioni, con le sue idee ed i suoi studi ha ampiamente precorso e anticipato alcune tra le più recenti e importanti ricerche mediche. C’erano tutti alla cerimonia: la famiglia, i colleghi, i collaboratori, gli amici; tantissimi gli studenti. Oltre alle testimonianze dei relatori ufficiali, erano diversi tra i presenti a ricordare altri episodi e aneddoti di quell’uomo geniale e straordinario.

Umberto Scapagnini appartiene ad una delle tante storie che prendendo vita all’ombra del nostro grande, vecchio e turbolento Vulcano assumono, a volte, proprio per questo, connotazioni fantastiche.

Scapagnini arrivò a Catania e sconvolse subito il sonnolento mondo accademico catanese con un convegno sulle perversioni sessuali. Ricordava una foto che suscitò particolare disagio tra il pubblico, quella di un marinaio americano affetto da BIID (Body Integrity Identity Disorder), cioè il godimento raggiunto attraverso l’amputazione degli arti, ridotto ad un troncone, truccato da donna e sorridente. Ma, oltre a queste prime azioni, Scapagnini assunse sempre più la connotazione di professore intransigente e di brillante scienziato. Secondoa sua teoria della Pnei (psico-neuro-immuno-endocrinologia) c’è un legame tra la testa, gli ormoni e la psiche, su cui lavorare “per prevenire l’invecchiamento cerebrale, l’Alzheimer, l’impotenza. Scapagnini soleva dire: «Il cervello è il direttore d’orchestra del nostro corpo».

Bisogna aggiungere che Scapagnini ricordava spesso un motto del presidente argentino Juan Alberto Peron: «Per avere fortuna in politica ci vogliono le tre “C”, “cerebro, coraçon e cojones”. Io ho notato però che senza la quarta “C” di Scapagnini, ossia il culo, anche se hai il cervello, il cuore e i coglioni, in politica non si fa nulla».

Questo l’uomo, un grande uomo.

Oltre al figlio Giovanni e al fratello Sergio, nel corso della cerimonia e del successivo incontro, sono intervenuti Filippo Drago, il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, il sindaco Salvo Pogliese, il presidente della Società Italiana di Farmacologia, Alessandro Mugelli; i docenti Pier Luigi Canonico (Farmacologia, Università del Piemonte Orientale), Bianca Marchetti (Farmacologia, Biometec), Ferdinando Nicoletti (Farmacologia, Università La Sapienza di Roma), Renato Bernardini e Maria Angela Sortino (Farmacologia, Biometec) , il professore Achille Caputi (Università di Messina) e il rettore dell’Università di Messina Cuzzocrea.

Alcune cose dette da Umberto Scapagnini

Età Anagrafica e Età Biologica – Età anagrafica e età biologica sono due cose completamente differenti. A parità di età anagrafica esistono infinite età biologiche. L’Età biologica e la vera età, quella del cervello, degli ormoni, del sistema immunitario. L’età anagrafica è un mero incidente burocratico. L’età biologica un tempo veniva valutata attraverso verifiche soggettive di carattere clinico. Oggi, grazie alle nuove tecniche di Genomica Funzionale (lettura del DNA) accoppiate ad analisi delle prestazioni cerebrali, dei livelli ormonali e delle difese immunitarie è possibile stabilire in maniera quasi matematica la vera età. Esistono interventi preventivi e terapeutici che consentono di migliorare l’età biologica che riguardano stili di vita, scelte multinazionali, intervento farmacologici “dolci” e controlli sistematici.

Durata e Destino di vita – Nasciamo con un patrimonio di vita di 150-170 anni che andiamo consumando di anno in anno. In linea di massima un terzo dell’invecchiamento è legato al nostro patrimonio genetico, un altro terzo ai vari accadimenti della vita (stress, traumi, ecc.), un terzo infine agli interventi terapueutici per quali è veramente possibile guadagnare 50-60 anni di vita valida.

Vecchiaia e invecchiamento – La vecchiaia è l’insieme dei processi che, fatalmente, ci portano a perdere le qualità dei 3 principali sistemi dell’organismo: il sistema nervoso (quindi, il cervello), il sistema endocrino (quindi, gli ormoni), il sistema immunitario (quindi, le difese dell’organismo). Essa, in senso squisitamente teorico, comincia quando l’embrione è concepito e il suo cervello inizia già a perdere qualche neurone.

Differenze tra uomo e donna – Ci sono differenze tra uomini e donne: innanzitutto, dal punto di vista dell’età, c’è una forbice che si allarga sempre più: oggi la donna ha un’attesa di vita che supera gli 85 anni mentre l’uomo è al di sotto dei 75. Inoltre, la differenza tra uomo e donna è sostanzialmente in relazione ai 3 sistemi. Nella donna esiste una ciclicità maggiore, con cambiamenti più rapidi. Il che significa maggiore attività protettiva sul sistema cardiocircolatorio e sul sistema nervoso centrale. Perciò la qualità della vita è sempre migliore per la donna, che conserva più a lungo le capacità di pensiero di percezione, di sensibilità e la velocità di reazione.

Il ruolo del sesso – Il sesso fatto bene mantiene giovani senz’altro. Ma il sesso equilibrato, non quello eccessivo, che è dannoso. Fare troppo sesso è dannoso per una serie ben precise di motivazioni come, per contro, chi fa troppo poco sesso perde la spinta vitale e invecchia allo stesso tempo.
La pensione – Le amare prospettive in campo previdenziale hanno scatenato la corsa alla pensione anticipata. Ma non bisogna dimenticare che il lavoro mantiene giovani. Più presto si va in pensione e più si invecchia, più si rallentano i poteri mentali. E si corrono pure dei rischi di salute. Esempio: da una ricerca americana risulta che il rischio cancro aumenta 7 volte nei 2 anni successivi al pensionamento.
Le prospettive future – Il limite della vecchiaia si allontanerà. Ma non nel senso che vivremo molto di più. Difatti, nei prossimi 25 anni la vita media si allungherà solo di un 10-20 per cento rispetto al dato attuale. Ma il limite della giovinezza andrà sempre più avanti, superando i 65 anni. E se mettiamo in bilancio le possibili manipolazioni genetiche, i risultati diventano imprevedibili.

Biografia

Umberto Scapagnini era nato a Napoli il 16 ottobre 1941. Dopo avere frequentato il Liceo Classico si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1965 specializzandosi in Farmacologia nel 1970 e in Neuroendocrinologia nel 1972. Dopo una permanenza negli Stati Uniti (Università di California a San Francisco), nel 1972 diviene professore incaricato all’Università di Sassari fino al 1975 quando vince la cattedra di professore ordinario all’Università di Catania e si stabilisce nel capoluogo etneo dove, divenendo direttore dell’Istituto di Farmacologia, conduce una brillante attività universitaria e di ricerca che lo porta ad una fama mondiale e alle soglie della “nomination” per il Premio Nobel oltre che ad una grande notorietà per la partecipazione alle più importanti trasmissioni televisive su medicina e salute. All’inizio degli anni ’80 si avvicina alla politica attraverso il Psi e nelle sue file si candida al Consiglio Comunale di Catania nel 1985. Viene eletto e ricopre anche il ruolo di vicesindaco e assessore all’Urbanistica, nella Giunta del sindaco Giuseppe Sangiorgio, tra il 1986 e il 1987. In quegli anni fonda l’Associazione Liberi Socialisti, con sede in via Umberto n.145, attraverso la quale cerca di “trovare” spazi nell’ambito locale e nazionale del Psi ma non riesce nel suo intento e dopo la campagna elettorale del 1992, dove fallì il tentativo di andare al Senato, esce dalla scena politica. Rientra nel “giro” nel 1994 quando aderisce a Forza Italia (pare però che Berlusconi lo abbia contatto all’uopo sin dal settembre 1993) e nel giugno dello stesso anno viene eletto al Parlamento europeo dove nei 5 anni successivi, fatto mai accaduto a Bruxelles, presiede ininterrottamente la Commissione Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Energia. Nel giugno 1999 viene riconfermato come parlamentare europeo fino al 2004. Nel 2000 viene eletto sindaco di Catania; carica nella quale viene riconfermato nel 2005. Nel settembre del 2007 scopre di avere un tumore: un melanoma sotto il muscolo temporale. Il 12 febbraio 2008 si dimette da sindaco. Nell’aprile dello stesso anno diventa deputato nazionale nelle file del Pdl. Pochi giorni dopo, il 16 aprile, è vittima a Roma di un grave incidente stradale e viene ricoverato all’ospedale Forlanini nella stessa capitale. Nel 2010 c’è una recrudescenza del tumore. Le cure per combatterlo lo fanno entrare in coma. Si riprende e racconta la sua esperienza nel libro “Il cielo può attendere” che viene pubblicato nel giugno 2011. Ma le sue condizioni rimangono critiche e lentamente peggiorano fino al tragico epilogo il 2 aprile 2013.

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