Sicilia Report
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Guardia di Finanza, operazione “Vento di scirocco”, la “frode carosello all’IVA”

Si realizzava attraverso la partecipazione reale e fittizia di più operatori commerciali con l’esclusivo scopo di “capitalizzare” il mancato versamento dell’I.V.A.

CATANIA – La Guardia di Finanza ha accertato il meccanismo illecito posto in essere dagli indagati, noto come “frode carosello all’IVA”, che si realizzava attraverso la partecipazione reale e fittizia di più operatori commerciali che si frapponevano tra gli effettivi venditori e acquirenti con l’esclusivo scopo di “capitalizzare” il mancato versamento dell’I.V.A.

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Il sodalizio criminale riusciva a evadere il paga-mento dell’imposta attraverso l’intervento di “falsi esportatori abituali” che emettevano dichiarazioni d’intento non veritiere, che consentivano agli stessi di acquistare da soggetti italiani carburante senza l’applicazione dell’I.V.A. per poi rivenderlo (anziché all’estero) nel territorio nazionale a vantaggio di imprese sleali che consapevolmente incassavano, tra i profitti illeciti, l’imposta mai versata. L’esame della documentazione contabile, corroborata dall’analisi delle movimentazioni bancarie, nonché dall’acquisizione di dichiarazioni testimoniali, consentiva ai Finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania di tracciare, nella frode carosello, la partecipazione di società “cartiere” (imprese prive di qualsiasi struttura), gestite da amministratori prestanome (tra i quali, AGOSTA Alberto Pietro, cl.1986; CAMPAGNA Antonino, cl.1964; PANDETTA Federico, cl.1983; GIUFFRIDA Salvatore, cl. 1983; CU-TRONA Filippo, cl. 1990) orchestrati da LEONARDI Sergio, amministratore di fatto della LUBRI-CARBO S.R.L. presso il cui deposito di Augusta (SR) giungeva effettivamente il gasolio. I prodotti petroliferi movimentati con false dichiarazioni d’intento provenivano, fino al 2016, dalla “PINTA ZOTTOLO S.P.A.” di Mazara del Vallo, successivamente, fino al 2018, da depositi fiscali e commerciali situati nelle provincie di Trapani, Palermo, Ragusa e Reggio Calabria (emittenti di fatture false per circa 100 milioni di euro). La citata LUBRICARBO, formalmente amministrata da Alessandro CALDERARA (cl. 1969), concludeva il “carosello” conseguendo un profitto illecito di circa 8,8 milioni di euro, profitto criminale sottoposto a sequestro preventivo (anche per equivalente) finalizzato alla confisca. Con il sequestro della PINTA ZOTTOLO nel 2016, la LUBRICARBO di LEONARDI acqui-stava, nel 2017, da fornitori esteri britannici, maltesi e della Repubblica Ceca gasolio con documentazione di accompagnamento non prescritta per la circolazione in Italia dei prodotti energetici (CMR – lettere di vettura internazionale) poi immesso (riciclato) clandestinamente nel mercato siciliano attra-verso la compilazione di D.A.S. (documento di accompagnamento semplificato) falsi. Nel complesso, il gasolio consumato in frode è pari a oltre 5,7 milioni di kg (corrispondente a quasi 7 milioni di litri) al quale corrisponde un’evasione di accisa di 4,2 milioni di euro e 1,6 milioni di IVA.

Sul conto di LEONARDI Sergio, i Finanzieri del Nucleo P.E.F. hanno condotto accertamenti patrimoniali allo scopo di individuare i beni allo stesso riconducibili (anche indirettamente) per l’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione (art.240-bis C.P.). L’esecuzione delle misure cautelari reali, operate congiuntamente dai militari della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri, ha interessato il patrimonio di LEONARDI Sergio il cui valore è stato quantificato in oltre 10 milioni di euro ed è costituito dalle quote societarie e/o titolarità di 10 imprese commerciali (titolari, tra gli altri beni, di 7 distributori stradali), 8 fabbricati, un terreno, un motoveicolo e 6 rapporti bancari.

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