Femminicidio a Catenanuova, uccisa Loredana Calì

di

Il 2019 doveva essere un anno di svolta per Loredana Calì, invece due colpi di pistola hanno spazzato via tutto. Il primo giorno di aprile ha gettato nel più profondo dolore la comunità di Catenanuova, in provincia di Enna, teatro dell’ennesimo femminicidio. Loredana, 40 anni appena, separata e madre di due bambini, è stata uccisa dall’ex marito Filippo Marraro, 51enne titolare di un autolavaggio. Alle 8.30 Marraro ha raggiunto la ex moglie sparandole senza pietà. Poi l’assassino si è costituito. I militari dell’Arma indagano sul terribile delitto, coordinati dal Procuratore di Enna Massimo Palmeri. La coppia si era separata nello scorso mese di agosto, e pare che Loredana avesse intenzione di raggiungere alcuni parenti in Germania per iniziare una nuova vita insieme ai suoi due figlioletti. Ad aggiungere, se possibile, orrore e sgomento, la frase postata sui social dall’omicida: ‘La vendetta è un piatto freddo, più è freddo e più si gusta’.

Non ci sono parole per descrivere un femminicidio, un atto di totale insensatezza e crudeltà, frutto non solo di logiche criminali ma anche di un maschilismo strisciante che non accenna a scomparire e la cui origine va rintracciata anche in modelli educativi deviati e devianti. Le donne, vittime di questa assurda crudeltà, detengono però il potere di cambiare le cose, a partire dall’educazione impartita ai figli maschi. Occorre evidentemente un’educazione sentimentale in grado di rimpiazzare la concezione retriva e malata secondo cui un uomo può decidere della vita e della morte di una donna. Proprio pochi giorni fa la criminologa Roberta Bruzzone, nel corso di un incontro con la Commissione Pari Opportunità di Riccione, ha sottolineato la necessità da un lato dell’adeguamento della legislazione in ordine alla violenza contro le donne, dall’altro l’urgenza dell’aspetto educativo, sin dai primi anni di vita dei bambini.