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Catania, ancora controlli antidroga nel quartiere Librino, varie denunce ed un arresto

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CATANIA – Pugno duro contro ogni forma di illegalità e di insofferenza alle regole del vivere civile: è questa la direttiva del Questore Mario Della Cioppa che caratterizza l’attività delle donne degli uomini della Polizia di Stato della Questura di Catania in ogni ambito e in ogni situazione. È questo ciò che ha sperimentato il pregiudicato catanese PATANÉ Giuseppe (classe 1996) il quale, nella giornata di ieri, è stato arrestato per i reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Ad agire, agenti del Commissariato Librino diretto dal Vice Questore dr. Alessandro Berretta che, nel corso dei controlli volti a contrastare illegalità diffusa nel quartiere, si sono imbattuti in uno stabile di Viale Nitta verso il quale, la Squadra Cinofili dell’UPGSP che partecipava alle operazioni ha colto gli inequivocabili segnali del cane antidroga Sky.
Fatto ingresso nell’edificio, infatti, i poliziotti hanno potuto sequestrare centinaia di dosi di droga già steccata e ben confezionata, oltre a strumenti atti al confezionamento dello stupefacente.
La droga era nascosta all’interno delle pareti in cemento delle varie rampe di scale e negli infissi delle finestre condominiali.
Il controllo, poi, è stato esteso presso l’abitazione del PATANÈ il quale era sottoposto alla detenzione domiciliare in detto stabile.
Al momento dell’ingresso, si procedeva a perquisizione domiciliare, rinvenendo una dose ad uso personale di marijuana: all’atto del sequestro della droga il pregiudicato insorgeva contro gli agenti, con fare oltraggioso e cercando lo scontro fisico, cosa che è stata professionalmente evitata dai poliziotti che sono riusciti ad operare secondo il D.P.R. 309/90.

Peraltro, è emerso che il nucleo familiare del pregiudicato percepisce il reddito di cittadinanza e l’abitazione risulta di proprietà del Comune di Catania ed è quindi occupata abusivamente; infine, unitamente a personale Enel, è stato accertato il furto aggravato di energia elettrica.
Il PATANÈ è stato indagato per il reato di furto aggravato e, immediatamente tratto in arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale; il padre del predetto, che ha ammesso di aver occupato illegalmente l’immobile, è stato indagato in stato di libertà per il reato di invasione di edificio pubblico.
Attesa la misura cautelare dell’arresto in fragranza, verrà informata l’INPS ai fini della decadenza del suindicato sussidio statale.
Ulteriori controlli presso lo stesso stabile, hanno consentito di indagare in stato di libertà i condomini di 4 abitazioni in quanto responsabili di furto aggravato di energia elettrica e, tra l’altro, tutti percettori di reddito di cittadinanza.

Patanè G.

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