Agira, un’app e un convegno per contrastare il cyberbullismo

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Si è svolto ad Agira il convegno ‘Il cyberbullismo: i minori e gli interventi psicologici e giuridici per genitori e insegnanti’.

La drammatica storia di Carolina Picchio, 14enne novarese suicidatasi perché vittima di violenza e bullismo on line, ha fatto da eloquente apripista al convegno dal titolo ‘Il cyberbullismo: i minori e gli interventi psicologici e giuridici per genitori e insegnanti’. L’evento, promosso dal Comune in sinergia con la società Il Grafema, si è svolto il 13 marzo presso l’aula magna della scuola media ‘Diodoro Siculo’ di Agira. Dopo i saluti preliminari del dirigente scolastico Filippo Cancellieri e dell’assessore comunale ai Servizi Sociali e alle Pari Opportunità Nicoletta Manuele, si sono susseguiti gli interventi dei relatori: il pedagogista Tommaso Pezzino, la psicologa Ines Catania e l’avvocato Giuseppe Missimi. L’incontro è stato moderato dal giornalista Luigi Manno.

Tommaso Pezzino ha esordito tratteggiando i contorni del fenomeno: ‘Il cyberbullismo non è un’emergenza educativa nel senso che si può agire in maniera emergenziale, ma lo è nel senso che sotto c’è qualcosa di importante, che ci interroga profondamente. Oggi il mondo si chiama anche world wide web. Il giornalista Marc Prensky nel 2001 inventa la differenza tra nativi digitali e immigrati digitali; nel 2004 Mark Zuckerberg lancia Facebook, e il 9 gennaio 2007 Steve Jobs presenta l’iPhone. Così inizia la rivoluzione digitale e questi strumenti diventano pervasivi’.

Le ricadute psicologiche legate alla rivoluzione digitale sono invece state analizzate da Ines Catania: ‘Sono state condotte ricerche scientifiche per cercare di capire a livello emotivo i problemi dei ragazzi, e si è scoperto che una percentuale molto alta di quelli che diventano bulli e cyberbulli è costituita da coloro che non possiedono le risorse necessarie per comunicare e relazionarsi. Sono ragazzi che sperimentano trascuratezza in famiglia o che hanno famiglie autoritarie. Non avendo competenze relazionali, questi ragazzi non possono sperimentare rapporti sani e funzionali’.

Giuseppe Missimi ha delineato la legge n. 71/2017 recante ‘Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo’, scaturita proprio dal dramma di Carolina Picchio: una legge orientata alla tutela delle vittime ma anche al recupero degli autori delle condotte riconducibili a questa fattispecie. Missimi ha inoltre presentato l’app per smartphone F3dro, ideata dall’Associazione Italiana Consumatori Servizi Telematici per contrastare il cyberbullismo: ‘L’app racconta in maniera semplice quali sono le insidie del web, e gioca sullo stesso terreno dei nemici. La e di Fedro è sostituita dal numero 3 anche perché questo è il numero delle insidie maggiori: il cyberbullismo, il grooming (ossia tutte le tecniche di adescamento) e la pornopedofilia. L’app spiega ai giovanissimi di che si tratta, divenendo un’alleata per difendersi’. Difendersi anche dalle parole pronunciate per offendere e umiliare. Quelle parole che, come scritto da Carolina nel suo ultimo messaggio, ‘fanno più male delle botte’.