Lo Yin e lo Yang della 75° Mostra d’arte cinematografica di Venezia

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La mostra del cinema di Venezia anche quest’anno è finita e, come sempre si tirano, le somme e si fanno i bilanci, belli o brutti che siano, per poi trarne i dovuti vantaggi l’anno successivo e non ricadere negli errori precedenti.
La Mostra d’arte cinematografica è sempre stata un gran “mercato” nel quale attrici, attori, registi produttori, fotografi, critici cinematografici, distributori, buyers, assistenti, segretarie di produzione, public relations, uffici stampa, truccatori, parrucchieri, cantanti, musicisti, chef, vignaioli, miss, principesse, regine, nani, ballerine, artisti, sarte, pittrici, scultori, aspiranti modelle, modelli, transgender, cinefili, pubblico semplicemente attratto dal glamour, e chi più ne ha più ne metta, trovano il loro momento di notorietà e di “vita da star”.
Partecipare alla Mostra, per tanti “finti” vip, è di far credere di essere ciò che non sono. E allora nascono come i funghi, ambasciatrici del Made in Italy, finte principesse di stati lontanissimi, fasullissimi organizzatori di fashion week (che con il cinema non sono mai andate d’accordo) nobili e aristocratici di impervie associazioni e federazioni mondiali, che poi hanno sede ad Acilia, pronti a imbucarsi in ogni party e in ogni evento per non pagare, strani figuri che sfruttano il Lido e tutto il giro di business che si genera nella settimana del Festival per le loro personali attività commerciali.
La storia è sempre la stessa, basta postare su Facebook o su instagram il video di un arrivo in vaporetto dal canale del Grand Hotel Excelsior, (come può fare chiunque paghi un taxi acquatico) ed arrivare sventolando la manina, come si addice alle principesse ed alle star più vip.
“Noblesse oblige”, si vuol mettere che Lady Gaga lo possa fare davanti ai suoi fans? E allora se lo fa Emma Stone o Vanessa Redgrave, o se scende con tacco 12 sulla moquette dell’ingresso dell’Excelsior, Natalie Portman, o Valeria Golino, non possono farlo anche le “principesse sul pisello”. Pronte a brandire in alto lo scettro e la fascia regalata da non si sa bene quale ambasciata, il finto nobile si prepara per portare con se alcuni poveri illusi che hanno anche pagato per essere presenti alla farsa del marketing dell’immagine e dell’aumentata visibilità sui social.
Per riconoscerli basta fargli qualche domanda: “conoscenza di cinema e di materia cinematografica: 0”; conoscenza di arte, cultura, geografia o stori : 0; conoscenza della Mostra e della Biennale: 0.
Una vera piaga per l’umanità. Divisi e diversi dai “veri” nobili, che sono sempre presenti alla Mostra, anche se si notano poco, tanto sono discreti e defilati, esattamente il contrario dei loro finti imitatori.
Eppure questi personaggi, quelli “finti”, mantengono vivo il dibattito gossip della Mostra, mentre si attende fra un Red Carpet ed una festa, l’epilogo della giornata.
La Mostra è infatti anche la passerella più amata dai giovani attori freschi di scuola di recitazione e di piccole parti in fiction televisive: si riconoscono perché si vedono aggirarsi fra un tavolo e l’altro, con lo sguardo nel vuoto, sperando che qualcuno si ricordi di loro e che li fermi per imbastire un veloce discorso, o magari chiedendogli un selfie.
E’ la passerella perfetta anche per attempati attori ed attrici, che non calcano più le pagine dei giornali, per rinverdire la loro immagine. E’ il caso di icone del Cinema, come Franco Nero, Vanessa Redgrave, Willelm Dafoe, il regista cinese Zhang e negli anni passati di Claudia Cardinale e Gina Lollobrigida. Premi a iosa per loro: premi alla carriera ultra meritati.
Ghiotto buffet, in tutti i sensi, per i partecipanti ai parties più vip, e parlare (oltre che sparlare ) degli outfit delle dive sul Red Carpet, ogni sera per il film più importante, quello delle 19 in Sala Grande .
Si può cercare di comprendere come facciano, a volte, a combinarsi in modo osceno, con degli abiti che solo una mente perfida può avergli proposto, da indossare, davanti ai fotografi ed alla stampa internazionale, nei photocall e sul red carpet. A volte, invece si rimane incantati per la eleganza e la classe, cigni di evanescenza e di leggiadria, ma sono solo il 20/30 percento.
Le cerimonie di inaugurazione e di chiusura, ogni anno, sugellate da feste memorabili sulla spiaggia dell’Excelsior, hanno dato vita a tutti i tipi di imbucamento: l’arrivo direttamente dalla spiaggia (con le scarpe piene di sabbia) o la finta telefonata passando inosservati nella confusione, davanti al blocco della security, sempre più invalicabile con in mano le liste degli invitati.
Tante star e fiumi di Moët & Chandon
Questo anno alla Mostra si sono visti : Willem Dafoe, Julian Schnabel, Matthieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Mads Mikklesen, Oscar Isaac Ryan Gosling e Claire Foy, Juliette Binoche Lady Gaga, Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, Willem Dafoe, Julian Schnabel, Matthieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Mads Mikklesen, Oscar Isaac, Donatella Finocchiaro, Luca Guadagnino, Tilda Swinton Ezio Greggio, Emma Marrone, Elisa Isoardi (con Matteo Salvini presente a titolo personale), Alberto Bonisoli (in rappresentanza del Governo come ministro dei Beni culturali), Paolo del Brocco e tanti altri ancora.
E per finire la nota “piccante” con il filosofo Stefano Bonaga e la Filosofia del Cinema, presenza interessante (ed inquietante): la porno star Valentina Nappi, che ha dato sfoggio delle sue abilità lessicali.
Una emozione che vale la pena vivere a volte per poterla raccontare.

copyright ph: PIETRO COCCIA