Il cereo dei “putiari”

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La seconda candelora più pesante dopo quella dei panificatori, interamente manufatta in stile impero, e portata da dieci devoti agatini, è il cosiddetto cereo dei bettolieri o “putiari”. Ma chi sono i bettolieri? Ormai non esiste più la figura dell’ oste che vendeva il vino, e la “bettola” che gestiva, ritrovo tra l’altro di uomini a cui piaceva giocare a carte, e bere un bicchiere di vino locale genuino in compagnia, che in gergo siculo era denominato “u’ putiaro”. La sua base imponente ha dei leoni e le aquile ai quattro angoli, simboli che accomunano più di un cereo sottolineando il legame tra cielo(aquile) e terra(leoni). Ovviamente non si può più fare riferimento ai putiari, quindi per far sfilare questa opera d’arte liberty, ed a prendersene cura, è direttamente il comitato per le festività agatine. Anche questa candelora omaggia in tutto il suo splendore la festa della nostra Agata, la sua annacata è veramente originale data la stazza, ma per devozione si fa questo ed altro! Per noi cittadini vederla sfilare insieme alle altre candelore è una tradizione da non perdere, ma il nostro petto si gonfia di orgoglio catanese quando un turista magari ci chiede: «E questo che cereo é?» e noi rispondiamo: «Di un mestiere che si è evoluto, che da bettole si sono trasformate splendidamente in cantine pregiate, ma che anticamente erano i “putiari”»