Il cereo dei fiorai

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Nella  maestosità di uno stile gotico veneziano che incanta, tenendo in cima una corona, ecco che sua maesta la “regina” fa il suo ingresso; in terza posizione dopo il primo cereo del Mons. Ventimiglia e dei Rinoti , la candelora più profumata di tutti, ovvero il cereo dei fiorai. La sua base preziosa richiama il secondo ordine ci ricordano l’amore che portò i santi martiri all’estremo sacrificio della propria vita donandola per amore di Cristo; ed è come se queste statue che circondano tutt’intorno il secondo ordine, sostenessero la loro sorella Agata che nel terzo ordine si presenta in uno dei momenti del suo tremendo martirio: l’amputazione del seno. Agata infatti non è solo la santa patrona di Catania, ma è  anche la protettrice delle donne che si ammalano di cancro al seno, ed è per questa ragione che come vuole la veridicità storica del suo martirio degli angeli intorno a lei, (sempre rappresentati in preziose statue)  la curarono per conto di Dio; la corona quindi non è solo una caratteristica d’arte gotica, ma è quella “corona della vita” cui fa riferimento Gesù quando  nel libro dell’Apocalisse al cap. 2 vers. 10 chiede alle sue creature di essergli fedeli  fino alla fine dei tempi; ed il suo dondolarsi con la musica non è altro che preludio di gioia, quella stessa  gioia  che ebbe Agata quando si sacrificò per  il suo amato sposo: Gesù detto il Cristo. In tutti i cerei vi è una storia, e dei devoti che la rappresentano, i fiorai portano la loro arte di mestiere, con una candelora che emana un odore soave, che ancor prima  di profumare di fiori, è cosparsa di fede!