Il cereo votivo dei “Rinoti”

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La tradizionale candelora o cereo dei rinoti, chiamata così perchè prende la sua origine dal quantiere di San Giuseppe La Rena, venne donata nel 1820 da devoti della nostra amata “santuzza” rispettivamente dal signor Girolamo Messina e dal signor Giuseppe Barbagallo borghesi del quartiere. L’architettura del cereo è molto particolare perchè insieme agli angeli con voti agatini e immagini di santi posizionati nei quattro angoli della struttura alla base vi sono dei grifoni con motivi barocchi unici e preziosi dato che prima della sua ricostruzione completa, appunto nei primi dell’ottocento il cereo veniva smontanto e riposto per poi essere ricomposto per le celebrazioni agatine. Perchè i grifoni? Il grifone è un’animale mitologico ibrido formato dall’unione di due animali che legano le origini orientali egizie e greche della nostra città, la testa e le ali dell’aquila come simbolo della “padronanza del cielo” e il corpo da leone “re e padrone assoluto della terra”. Simboli forti caparbi e determinati come la determinazione dgli otto portantini che per devozione alla santa catanese, ogni anno rinnovano la tradizione di sfilare in corteo insieme agli altri cerei per aprire le danze onorando così l’ascesa al cielo di Agata. L’annacata tipica delle candelore è altresì un’altro aspetto allegro e bello che racchiude la gioia di far ballare il cereo a suon di musica da banda che per l’occasione sfoggia vari repertori che vanno dalle marcette tradizionali alla musica leggere e più scanzonata dei nostri giorni, ed anche i rinoti da questo punto di vista non sono da meno! Un’ultima caratteristica di questa candelora è caratterizzata dalla scelta di un direttore che si occupi dei festeggiamenti che rappresentino il quartiere per l’anno successivo con un vero e proprio rito cerimoniale che raduna i devoti e tra un bicchiere di vino e qualche risata viene così nominato. I rinoti vi aspettano per festeggiare insieme la festa più sentita dell’anno per i catanesi tutti.