Cooperative sociali: un Patto unico per la crisi del welfare

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Un milione e 600 mila euro di crediti che un quarto delle cooperative di Siracusa – aderenti a Confcooperative – attendono da tempo dagli enti locali senza considerare i 2 milioni di euro di cui l’ex Provincia Regionale è debitrice. Le conseguenze? Sospensione dei servizi sociali, licenziamenti e tantissime persone private dell’indispensabile assistenza.

Non un fatto che riguarda solo chi ogni giorno lavora per garantire dignità e rispetto alle Comunità locali, ma una notizia che dovrebbe far storcere il naso a chiunque. Quello che il territorio siracusano vive, come molte altre realtà siciliane, è il fallimento di un sistema che mette in ginocchio un welfare fragile e contorto.

«Viviamo un vero e proprio collasso sociale – dichiara Francesco Di Mauro, operatore sociale della cooperativa Health&Senectus di Lentini -. Siamo davanti a una situazione esasperata dovuta a forti ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, a ingenti risorse non ancora attivate dal Ministero e dalla Regione e a un blocco di servizi legati ai precedenti piani di zona che per la vecchia normativa prevedono il co-finanziamento dei Comuni».

A luglio scorso alcune cooperative di Siracusa, insieme agli altri soggetti del Terzo Settore che operano nei Distretti Socio-Sanitari e con il supporto di Confcooperative, hanno incontrato il Comitato dei Sindaci per accendere i riflettori sulle criticità del territorio. Ma tre mesi dopo nulla è cambiato.

Servono soluzioni concrete. A rompere ancora una volta il silenzio l’iter avviato nei mesi scorsi da Confcooperative Siracusa con la collaborazione di Alleanza delle Cooperative, dall’Anci, associazione dei comuni siciliani, dalle famiglie e dai sindacati, che domani 25 ottobre a partire dalle 10.00, nella sede della Cisl di via Arsenale (Siracusa), chiederanno la stesura di un Patto unico per il Welfare.

«L’incontro di domani – afferma il Presidente di Confcooperative di Siracusa, Enzo Rindinella – è stato fortemente voluto per costruire un tavolo di coordinamento capace di redigere un documento unico per il Welfare. Un Patto che superi il precedente, che di fatto non ha risposto né ai bisogni degli utenti né fornito certezze agli operatori sociali che erogano servizi, e sia in grado di fronteggiare le esigenze della Comunità riconoscendo le cooperative sociali come vero motore della sussidiarietà».

«Chiediamo un modello di programmazione integrata – continua il Presidente -, cioè costruire insieme alle centrali cooperative, agli assessori, agli enti locali e ai sindacati, un sistema operativo dove ci sia un impegno costante da parte dei diversi attori. Un modello dove la spesa sociale sia organizzata non soltanto su base pubblica o privata ma in maniera inclusiva e complementare, superando la visione del co-finanziamento regionale e comunale, integrando così nuove fonti di finanziamento per il settore».

Alla tavola rotonda di domani parteciperanno i rappresentanti delle cooperative sociali, i sindaci dei Comuni, i deputati regionali siracusani e altre voci del Terzo Settore.