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Popoli (Aifa): “secondo studi britannici AstraZeneca va bene per tutte età”

Roma, 8 mar. – “In queste ore stiamo approfondendo la valutazione dei nuovi dati, nel giro di 1-2 giorni dovremmo essere in grado di esprimerci”. Lo dice al Corriere della Sera Patrizia Popoli, presidente della Commissione tecnico-scientifica dell’agenzia del farmaco Aifa, riguardo l’utilizzo del vaccino AstraZeneca negli over 65. “In realtà la Commissione tecnico-scientifica non ha mai imposto un limite di età – spiega – Fin dall’inizio, infatti, abbiamo affermato che, pur suggerendo un uso preferenziale sotto i 65 anni, il vaccino poteva essere utilizzato dai 18 anni in poi. Ora si sono resi disponibili nuovi dati cosiddetti real world, sul campo, da due studi: il primo inglese, il secondo scozzese a sostegno dell’ipotesi di una somministrazione a tutte le età. Prospettiva ritenuta sempre aperta, in linea con quanto ha decretato l’agenzia Ema”.

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“La nostra non è stata una vera limitazione come invece quella prevista da Paesi quali Germania e Spagna (65 o 55 anni) – precisa la Popoli – Il ministero della Salute ci aveva richiesto una comparazione fra i vaccini e in base ai dati allora disponibili, relativi agli studi sperimentali, per il vaccino AstraZeneca le evidenze più solide riguardavano soggetti fino a 55 anni. Non significa però che non ritenessimo il vaccino efficace per tutti. Il ragionamento di Aifa è stato: indichiamo per ciascun vaccino la popolazione per la quale ci sono più evidenze (da qui la questione dei 55 anni) e suggeriamo la preferenza dei due vaccini sviluppati con la tecnica del Rna messaggero, che sembrano i più efficaci nei più fragili”.

Quanto alla seconda dose, dice ancora la Popoli, ”il momento ideale per inoculare il richiamo è non prima della decima e non oltre la dodicesima settimana dalla dose iniziale perché a questo tempo il tasso di protezione sembra raggiungere il massimo livello, oltre il 70%. Oltre i tre mesi un soggetto potrebbe essere meno protetto dagli anticorpi. Il nostro parere scientifico è che questo schema conferisce la migliore protezione individuale, ma ovviamente le scelte devono tenere conto anche delle finalità della campagna vaccinale. Al momento comunque alla nostra Commissione non è stata chiesta una valutazione sulla possibilità di dilazionare ulteriormente il richiamo. Riguardo lo Sputnik – conclude – sarà un’opzione vaccinale in più una volta che l’Ema dovesse dare la certificazione europea. I pochi dati pubblicati sulla rivista The Lancet sembrano interessanti dal punto di vista dell’efficacia. Come Aifa aspettiamo senza pregiudizi la pronuncia di Amsterdam e saremo pronti a raccoglierla con la stessa rapidità che abbiamo avuto quando si è trattato di ratificare l’approvazione dei precedenti vaccini”.
(Adnkronos)

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