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Difesa della vita, coesione sociale, soluzioni per le crisi: tutte le missioni delle Istituzioni

La ‘lectio magistralis’ del filosofo Roberto Esposito ha aperto venerdì pomeriggio la prima edizione del ‘Festival delle Istituzioni’

«Abbiamo scoperto all’improvviso che la vita umana è estremamente fragile, va difesa e protetta: ce lo ha detto la pandemia, ce lo ricorda la guerra efferata a cui stiamo assistendo. E questo è un compito impossibile senza un impegno collettivo, di pensieri e azioni, che sia coordinato proprio dalle istituzioni. Ci stiamo mettendo alle spalle un periodo di lutti e solitudini, di impedimenti individuali e collettivi, ci siamo affidati al bisogno di ‘istituire’ una vita nuova, quando la morte sembrava sovrastarci, e la naturale tendenza umana a ricostruire condurrà inevitabilmente all’instaurarsi di nuove relazioni e nuovi significati. Le istituzioni non sono perfette, sono tutt’altro che esenti da errori: ma senza di loro non ce l’avremmo fatta».

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Il professor Roberto Esposito, già docente di Filosofia teoretica alla Scuola Normale di Pisa, ha introdotto così la riflessione corale che sarà al centro della prima edizione del “Festival delle Istituzioni”, organizzato dalla Scuola Superiore dell’Università di Catania in collaborazione con la Società editrice il Mulino e con il patrocinio di Rai per il Sociale. Nel Piccolo refettorio del Monastero dei Benedettini, sede delle Biblioteche riunite “Civica e A. Ursino Recupero”, venerdì pomeriggio il prof. Esposito ha tenuto la prima delle tre ‘lezioni magistrali’ in programma nelle tre giornate del Festival che intende propone a un pubblico non specialista una serie di incontri, lezioni e dialoghi intorno all’idea di Istituzione, nelle sue molteplici declinazioni, a partire dalle sue trasformazioni e dall’impatto sul futuro della politica, dell’economia e della governance delle crisi.

 

«Ciascuna con i propri ruoli e compiti – ha sottolineato il rettore Francesco Priolo, portando il saluto dell’Università di Catania – le istituzioni sono il baluardo della nostro società, difendono la libertà e la democrazia, specie in periodi complessi come quelli che stiamo vivendo, sono luoghi di formazione e di libero pensiero. Sta a loro interrogarsi e proporre soluzioni per sfide globali come il problema energetico, le crisi geopolitiche, i cambiamenti climatici, e nella ricerca delle strategie più efficaci per cambiare i territori, sfruttando ad esempio l’opportunità del Pnrr».

«Abbiamo voluto piantare un seme anche in Sicilia – ha aggiunto Daniela Bonato della società editrice “Il Mulino”, che si avvia verso il traguardo dei primi 70 anni di vita -. La vostra è una terra che ha dato al Paese eccezionali ed eroici servitori delle istituzioni. Proprio da qui vogliamo partire per guardare alle ragioni filosofiche, storiche e politiche, nella consapevolezza che le istituzioni non sono statiche come spesso si crede ma sono fortemente dinamiche». «Senza le istituzioni c’è la deriva, non è certamente possibile il contatto fra i cittadini e la politica – ha affermato il prefetto Maria Carmela Librizzi -, non dobbiamo pensare a loro come a un ‘apparato’, ma come a modelli comportamentali, esattamente come lo sono l’arte, la cultura, la religione, la società. E in questo senso la loro prima missione è quella di garantire la coesione sociale».

«Abbiamo puntato su un ‘festival’ che ci garantisse una coralità di voci, su temi di grande importanza anche per la crescita dei nostri allievi – ha precisato infine il prof. Daniele Malfitana, presidente della Scuola Superiore di Catania -. Ringrazio Il Mulino e tutti coloro che hanno voluto organizzare questo primo appuntamento, a partire dalla ex presidente della Ssc Marisaria Maugeri, auspichiamo che sia soltanto l’inizio di un percorso di collaborazione nel segno di una progressiva apertura alla collettività della Scuola e che il Festival possa diventare un appuntamento costante nella città di Catania», ha concluso raccogliendo gli auspici degli alunni e degli ex allievi della Ssc rappresentati da Giulio D’Arrigo e Marco Fisicaro. La serata si è conclusa al Centro Universitario Teatrale di Palazzo Sangiuliano con la serata musicale a cura del HJO orchestra quintet dal titolo “In a sentimental mood”.

 

 

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