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Ruggiero e l’intuito di Ferraù psychological & storytelling jewels a cura di Patrizia D’Antone e Susanna Basile

Il cavalier Ruggiero cortese eroe passivo trascinato dagli eventi innesca tutti i personaggi dell’Orlando Furioso a salvarlo ma poi perché? Altro profilo del tontolone felice ovvero l’affascinante bello addormentato nel bosco ariostesco che fa lo scemo per non pagare il desco

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Ruggiero il paladino dell’Orlando Furioso di Ludovico Arsiosto secondo Patrizia D’antone:
Atlante, tuo tutore, vuole impedire che il tuo destino si avveri e per questo ti imprigiona nel suo castello fatato, condannandoti a seguire in tondo i tuoi desideri e qui, Ruggiero, in questo incipit già mi sembri tonto. Per fortuna interviene Bradamante (oh… Bradamante!) che ti libera e tu che fai?
Ti lasci rapire dall’ ippogrifo che ti trascina sull’isola di Alcina e nonostante Astolfo ti abbia avvertito dei di lei poteri magici (e qui torniamo al fatto che sei proprio tonto).
Come se non bastasse quasi quasi te ne innamori (e Bradamante?)
Per fortuna Melissa (toh! Un’altra donna) ti consegna l’anello fatato inviatoti da Bradamante (santa figliola, sempre lei, la grandezza del suo amore è pari alla sua arguzia tanto che dovrebbero insignirla del Nobel per la lungimiranza) e così fuggi dall’isola con Astolfo.
In groppa all’ippogrifo e con lo scudo di Atlante, padre iperprotettivo che compra giocattoli da supereroe, approdi sull’isola di Ebuda e toh! di nuovo…! Chi ci trovi? La bella Angelica che non soddisfatta di essere braccata a destra e a manca da frotte di uomini bramosi d’ amore, si caccia in un guaio tutto nuovo e sta per essere divorata da un’orca.
Gagliardo tu (spacchiusu diremmo a Catania) le infili l’anello magico ricevuto da Bradamante, (guarda che giro di eventi ma la colpa è tutta di Ariosto che ha scritto un poema con storie che si intrecciano, si interrompono, riprendono, incalzano e si interrompono di nuovo e se ti perdi tu che eri li figuriamoci chi legge…) dicevo, le infili l’anello e sconfiggi l’orca con l’ausilio dello scudo di Atlante.
Liberi la bella Angelica, fuggi dall’isola con lei e cerchi, colpo di scena ma non tanto, di insidiarla… e lei che fa? Sparisce, rendendosi invisibile con l’anello magico che si infila in bocca, quello stesso che le hai infilato al dito e qui torniamo al punto di cui sopra: mi sembravi tonto e invece forse lo sei veramente.
Dico, avevi bisogno che Angelica sparisse con l’espediente dell’anello? Non era chiaro che davanti al magnetismo e al coraggio di Bradamante sparisse da sé?
Ora, capisci che Bradamante ha ragione di essere gelosa, vero? E lo capisci che ha ragione di volerti sfidare a duello sotto mentite spoglie? E mi riferisco a quel giorno in cui scopristi di essere cristiano e anche fratello gemello di Marfisa. Fortuna che Ferraù riconosce Bradamante e te ne svela l’identità, altrimenti tu che secondo me dovevi riconoscere dall’essenza, l’avresti già ridotta in polpette.
Devo riconoscere che alla fine recuperi da eroe e da uomo degno di un grande amore e per Bradamante rischi la tua vita al posto di un altro: Leone, figlio di Costantino, del quale Bradamante è sposa promessa.
Durante la guerra, impressioni così tanto Leone per il tuo valore che quando suo padre Costantino ti imprigiona lui ti libera e in segno di riconoscenza combatti in incognito al suo posto per conquistare la mano di Bradamante e vinci.
Quando Leone viene a sapere come stanno le cose rinuncia a Bradamante e si celebrano le nozze.

L’elmo e lo scudo di Ferraù

Ruggiero secondo la psicologa Susanna Basile:
La storia di Ruggero riguarda il tema dell’identità smarrita e ritrovata. Il suo è un vero e proprio romanzo di formazione è un percorso di crescita intellettuale e morale un passaggio obbligato dall’età giovane a quella adulta: è il viaggio dell’eroe, che attraversa tutti i vari stadi cominciando dall’Innocente. L’Innocente che è la parte di Ruggiero che crede nella vita. In sé stesso e negli altri. A ben vedere è il personaggio più dinamico quello che cambia di più quando appare, ci si presenta come un eroe passivo, apparentemente tontolone, infatti viene continuamente rapito da Atlante, dall’ippogrifo, da Alcina ma è liberato dai suoi angeli custodi Bradamante, Melissa, Astolfo ricercato da Agramante, Atlante e Bradamante, insomma sembra un bello addormentato nel bosco degli eventi. In questa sua giovinezza da perenne Peter Pan manifesta la leggerezza e l’incostanza che se non mutano mai la profondità del suo amore per Bradamante, di cui è ancora inconsapevole, lo traggono in inganno con le curiosità e le seduzioni del mondo l’isola di Alcina la conturbante bellezza nuda e il desiderio per Angelica che salva dal mostro marino. Ma è l’inoppugnabile logica del romanzo di avventura nell’immagine classica della scelta tra il vizio e la virtù. Ruggiero non perde mai la sua leggerezza gioiosa e la disponibilità nei confronti del mondo che gli fa procrastinare le sue responsabilità. Ma lui è un uomo cortese: la cortesia come elemento formante e fondante della personalità di Ruggero; la cortesia cavalleresca contiene le qualità di un costume militare sociale improntato a magnanimità e ardire lealtà e coraggio. Ruggiero viene consacrato quale eroe della cortesia cavalleresca con l’ultima prova di amicizia e lealtà offerta al giovane Leone che gli chiede di combattere sotto le sue insegne per conquistare in duello Bradamante. È lì che ha sulle spalle la responsabilità del futuro come fondatore della Casa degli Estensi. Ma poi forse che sia un finto tonto? Che ha imparato l’arte della simulazione come forma di difesa per non soccombere alla malizia e alle frodi cosicché qualcuno si potesse sempre occupare di lui? E quanti uomini utilizzano questa strategia? Sì fare lo scemo per non pagare il dazio: ma in maniera cortese, gentile e sciroccata. Ma non è forse lui che abiura la religione musulmana per sposare Bradamante? Segno che lo scirocco lui ce l’aveva nella mente nel cuore e nel sembiante!

Ruggiero uccide l’orca e salva Angelica secondo il pittore Ingres

 

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