Sicilia Report
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“Di nodi d’oro e di gemmati ceppi” psychological & storytelling jewels a cura di Patrizia D’Antone e Susanna Basile

La storia di Astolfo che va a recuperare il senno di Orlando furioso, scopre che i bracciali della D’Antone sono nominati e descritti nel XXXIV canto, per scongiurare, facendoli tintinnare, cosicché i nuovi amori abbiano un destino diverso…

L’analisi dell’artista Patrizia D’Antone:
Orsù Messere Aistolf… Ho rinunciato da tempo alla guerra. Mi creda, non serve il viaggio ultramondano e il noleggio di un Ippogrifo per recuperare il mio senno. Desidero ardentemente permanere nella mia sana follia. L’ armatura pesante con cui l’ho investita e gli orpelli con cui l’ho adornata, altro non sono che zavorre luccicanti per costringerla a desistere, come i perni della visiera che ho allentato affinchè le cada ripetutamente sugli occhi. Mi creda ancora…le follie umane non stanno sulla Luna…
La psicologa Susanna Basile:
La parola chiave della scelta che riguarda la nostra artista è follia: e di “follia amorosa” si tratta. Quando Astolfo si “reca” sulla Luna per recuperare il senno di Orlando, XXXIV canto dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, vede con i suoi occhi tutto ciò che viene perso sulla Terra e che lì si trova. Visto che siamo in ambito psicologico spendiamo una parola sulla Luna. Il nostro satellite naturale, rappresenta da un punto di vista simbolico, l’inconscio, il rimosso, che non è il “dimenticato” ma il “messo da parte” che influenza il conscio, pensieri, volontà e azioni cioè tutto quello che noi razionalmente, viviamo sulla Terra.
Leggiamo il testo in originale che non fa mai male rileggere i classici da adulti, soprattutto con l’esperienza di vita.
Astolfo tra le tante cose perdute consciamente dalla Terra e che arrivano inconsciamente sulla Luna, vede:
“Le lacrime e i sospiri degli amanti, l’inutil tempo che si perde a giuoco, e l’ozio lungo d’uomini ignoranti, vani disegni che non han mai loco, i vani desideri sono tanti, che la più parte ingombran di quel loco: ciò che in somma qua giù perdesti mai, là su salendo ritrovar potrai”.
Si parla di vari vizi, come è evidente e tra i “vizi” il poeta mette “Le lacrime e i sospiri degli amanti” e più avanti sottolinea:
“Di nodi d’oro e di gemmati ceppi/vede c’han forma i mal seguiti amori”.
Ovvero: Scopre che “gli amori infelici hanno forma di nodi dorati e di ceppi ricoperti di gemme”. Ora i gioielli della nostra artista nel caso in fattispecie il bracciale in copertina, diventa una sorta di gioiello che ci permette di enumerare gli infiniti amori infelici, che invece di stare dentro di noi a covare tristezza, nostalgia, rancore, odio e vendetta, vengo osservati esternamente, stanno al polso e possono essere scossi in maniera musicale, effimera, gioiosa, come dei trofei, come delle cianciane, sonagli e campanelli che dissolvono la malasorte: una sorta di esorcismo che al tempo medievale usavano i giullari di corte con i loro bastoni musicali. Scuotendo il bastone i giullari scongiuravano ogni cattività: quando le cose negative della nostra vita prendono forma, si possono osservare con distacco e a volte col tempo e l’autoironia che va coltivata come una piccola pianta preziosa, diventano soltanto delle esperienze e non degli errori fatali, a patto che si cambi l’esperienza o quantomeno non si ripetano le stesse modalità. Come si dice errare è umano: perseverare nello stesso errore è diabolico. Un’altra scelta e possibilità è che ci piace fare lo stesso “errore” o la stessa “esperienza”!!! A quel punto, nemmeno i gioielli della nostra artista ci possono venire in aiuto: perché lei non si ripete mai nelle sue creazioni e quindi non c’è speranza che ci possano essere due “storytelling jewels for women” uguali. Così come non ci sono e non ci saranno mai due donne uguali: ma ogni donna può ripetere gli stessi “errori”, perché non è capace di osservarli dall’esterno, pensando magari che cambiando partner, per esempio, si possa cambiare la propria sorte, da “errorista casuale” a “errorista seriale”.
Per quanto riguarda il nostro Astolfo, che dicevamo va sulla Luna a recuperare il senno di Orlando, perché serve al proseguimento dell’epopea, “l’Aistolf” in questione, fa una scoperta illuminante e questa ve la traduciamo per amore che possiate continuare la lettura:
“Il senno sembrava un fluido leggero e delicato, con tendenza all’evaporazione, doveva essere ben chiuso in un recipiente adatto all’uso. La più grande ampolla era quella del cavaliere folle Orlando: Astolfo la riconobbe subito, perché aveva scritto di fuori, Senno di Orlando”. Ma come dicevamo fece un’altra scoperta: Astolfo trovò anche il suo, di senno e lo potette recuperare. Si mise vicino al naso la sua ampolla e il senno se ne tornò al suo posto: da allora in poi Astolfo visse a lungo da saggio. Ma un errore che fece in seguito, quell’Errore, per un’altra volta gli fece perdere il senno. Non vi diciamo quale fu l’Errore che fece in seguito Astolfo, perché tanto di “follia amorosa” qui si parla: cambia il soggetto ma la follia amorosa è sempre quella! Auspicandoci invece che mantenere un pizzico di “follia amorosa”, magari verso noi stesse, ci permette di essere creative, felici e augurali, scuotiamo i campanelli e i sonagli dei nostri bracciali affinché le nostre esperienze, quelle degli “errori seriali”, siano soltanto tappe verso la nostra evoluzione dello spirito: che se siamo “troppo sane”, prima o poi, ci troviamo qualcosa per cui perdere il senno, tanto per uscire fuori dalla monotonia della nostra zona di comfort. E poi se così fosse, di cosa dovremmo “narrare e lamentarci” con le nostre amiche? Di amori belli che sono meravigliosi? Nessuna può raccontare di “un amore bello” se poi non sia diventato rovinoso. Nessuna e nessuno avrebbe scritto fiumi di parole, soavi musiche, dipinto e scolpito mirabili opere, se la “follia amorosa” fosse stata a lieto fine: fasto e disastro compiono l’opera d’arte, di questo l’essere umano è il “fido alfiere diaspro”. Ricordando che il diaspro è un minerale che per comporsi a volte assorbe come una spugna organi patogeni, ma di base è quarzo con il risultato di una gemma semipreziosa.
Allora l’augurio per il nuovo anno per noi sarà: continuate pure con “le perdite di senno amoroso” purché ogni volta troviate una storia nuova, fastosa, disastrosa, spugnosa e brillante, come il diaspro, affinché chi vi ascolta possa trovare degli insegnamenti per ripetere arditamente in maniera creativa le vostre gesta, e tramandarle a iosa!

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