Sicilia Report
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Bob Liuzzo art designer di Catania Project premiato dalla Wolda Awards

Il premio è riservato ai migliori loghi e simboli del mondo a cura della Worldwide Logo Design Award (Wolda)

Quando per la prima volta ho conosciuto Bob Liuzzo stava realizzando un murales in via S. Michele a Catania. A distanza di un anno il logo, simbolo che esprime un’identità attraverso i colori e le forme senza nessuna scritta che appariva come una “follia” di un graphic design oltre le righe è stato premiato alla 11° edizione dei Wolda Awards. Si tratta di un prestigioso premio riservato ai migliori loghi e simboli del mondo a cura della Worldwide Logo Design Award (Wolda).

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Ne riparliamo con lui per sapere cosa è successo in questo anno.

“Quando lo dico alle persone che il simbolo è nato 11 anni fa mentre studiavo a New York, e che io l’ho “manifestato” appena l’anno scorso mi prendono per pazzo! Ma tu capisci la bellezza e l’unicità del territorio dove sei nato soltanto a distanza, di tempo e di spazio. E poi come dico ai miei allievi, i simboli, i loghi, vanno creati ma devono essere consolidati. Condividere tutto e subito, spesso non si radica né nel territorio, né nelle persone, diventa una soluzione consumistica, di facile successo nel “qui e ora”: ma noi dobbiamo puntare nel “lì e allora”. Altrimenti l’oblio liquida tutto il già visto, il già sfruttato e senza soluzione di continuità, ci si trova sempre in un vacuum mediatico”.

Bob Liuzzo è coordinatore didattico al corso triennale di Graphic Design presso IED Istituto Europeo di Design di Milano.

Continua il nostro: “L’importanza del branding territoriale non è solo turistica, ripeto sempre questo “mantra” a proposito delle amministrazioni che commissionano loghi per i turisti: i turisti si portano dietro quello che i residenti si portano dentro e nessun simbolo artificiale può rappresentare l’unicità di un luogo”.

Il simbolo infatti rappresenta, il nero dell’Etna, il rosso della Lava e l’azzurro del Mare.

“Ti faccio l’esempio del nostro amatissimo “Liotru”: e se un giorno lo dovessimo abbattere per un qualsiasi motivo? Non possiamo rimuovere l’Etna e il mare che ci sopravviveranno sempre e comunque. Catania Project è stato creato dalla imprescindibile necessità di regalare un sistema visivo a tutti i catanesi, col quale si possano sentire rappresentati e, allo stesso tempo dare un’idea di unità. Per questo è un simbolo democratico a cui tutti possono attingere liberamente come è successo “magicamente” quest’anno. Costruito su tre linee e tre colori che si intrecciano dando l’illusione dell’Etna in eruzione circondato dal mare. Un simbolo dev’essere flessibile, non legato alla sua forma, dev’essere “liquido”, malleabile. Tre linee incastrate che possono diventare cerchio, quadrato, rombo, cuore… infatti sono nate magliette, cappellini, scarpe, buste, birre, tutte produzioni nate dalla nuova Catania dei talenti che vuole proporsi e rinascere. E tante sono le proposte perché un simbolo deve nascere dal basso e si può elevare perché riconosciuto in maniera “naturale” da coloro che abitano il territorio. Ma anche gli stranieri che non capiscono una scritta, perché una “parola” ci porta di nuovo al bailamme delle lingue, possono invece portare con sé qualcosa che non ha bisogno di parole ma “parla e vive” per immagini. Una signora “straniera” ha comprato cinque magliette col simbolo di Catania project e mi ha spiegato che volendo raccontare la bellezza dei nostri luoghi non avrebbe potuto fare diversamente, raccontandola a “parole”.

E poi sottolinea Bob Liuzzo, è estremamente raro che si vinca un premio per un simbolo che nessun ente, nessuna azienda o holding ti abbia commissionato.
Bob è un tornado di idee passioni e citazioni:
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripete il Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, e il simbolo è visibile per l’1%: il 99% resta invisibile, enigmatico, incodificabile e come si dice per i simboli, polisemico, cioè ognuno ci vede l’archetipo di cui ha dentro esperienza, significante e significato.  Anche la fondazione del Katàne Basket, ha compreso la vera importanza del Catania Project, ha adottato forme e colori sia nel marchio che nella divisa. Ma anche Etna Roaster per identificare il loro caffè, Laboratorio Siculo ha creato magliette in edizione limitata, artisti catanesi come LukaSkore e FidelioLab hanno prodotto cappellini e sneakers personalizzate”.
Quindi aspettiamo che tutte le “catanie” e i catanesi che la vivono possano appropriarsi in maniera creativa ed etica di un simbolo così esplicativo, immaginifico e accattivante “che non dev’essere disegnato da un bambino, ma che un bambino può disegnare: questo è il segreto di Catania Project”.

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