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L’anello magico di Angelica psychological & storytelling jewels a cura di Patrizia D’Antone e Susanna Basile

La seconda puntata di un connubio magico tra l’arte di Patrizia D’Antone e la psicologia di Susanna Basile: Angelica eterno femminino incarnazione del caos primordiale “finta” bionda amatoriale protagonista dell’Orlando innamorato e poi Furioso che senza sosta andò dal Catai in Francia a ricercar “lo sposo”

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La dissertazione di Patrizia D’Antone che racconta l’ispirazione e la storia dei suoi gioielli.
“Ora dico, Angelica “cara” a chi vuoi darla a bere di essere bionda al naturale? Una principessa che arriva dal Catai non può che avere la chioma spianata e scura come un’autostrada appena asfaltata e occhi neri a mandorla e pure della varietà “pizzuta”.
Mi sorge il dubbio che tu abbia sguinzagliato frotte di parrucchieri per scorticare betulle, da farci impiastri schiarenti, procurando un disastro ecologico solo per distrarre i paladini cristiani (che come la mettono poi col sesto comandamento?)
Ti sei fatta fregare l’anello dell’invisibilitá da Brunello, brutto ceffo nero nero in calzamaglia: meglio così dico, che ridurre un gioiello magico a guisa d’ornamento o sprecarlo solo per sparire davanti all’ennesimo pretendente indesiderato.
L’anello per fortuna, è passato alla miglior mano di Bradamante, che in un poema dove le donne sono contemplate solo per essere inseguite o salvate, affronta tutto con un coraggio che rasenta la virilità per riprendersi il suo amore perennemente prigioniero di qualcuno o di qualcosa.
Così, irto il pennoncello sull’elmo, che a passare da eroico a erotico basta comprare una consonante e Bradamante, io penso che in armatura devi essere davvero seducente, simuli una virilità che finisce dove inizia la delicatezza per il tuo Ruggiero tutte le volte che ti trovi al suo cospetto.
Una domanda mi sorge spontanea e te la rivolgo a nome di tutte le donne: perché, dico, perché tutto questo sapendo che Ruggiero “sbanda” facilmente per amore?”

Il commento psicologico di Susanna Basile.
“Angelica scatena in tutti i personaggi il desiderio amoroso: il motivo principale delle azioni dei protagonisti tanto cristiani che musulmani, Orlando, Rinaldo, Ferraù e Sacripante è solo lo scopo di possederla. Angelica, parte dal Catai e va a chiedere aiuto a Carlo Magno. Il suo vagare da un luogo all’altro, sfuggendo ora l’uno ora l’altro pretendente, determina gli spostamenti e gli eventi del romanzo, e il congiungersi e lo scontrarsi dei personaggi. Angelica è dotata di una forte capacità di autonomia decisionale: seduce tutti e non si concede a nessuno, esprime con chiarezza le proprie preferenze e manipola i suoi ammiratori per arrivare agli scopi che si è prefissata; rispetto al tipico comportamento femminile, la sua è un’autonomia sorprendente…
Per comprenderla meglio occorre fare un confronto con Bradamante con cui Angelica è totalmente in antitesi. Bradamante, la donna guerriera rappresenta “la corretta femminilità”: provoca e ricambia l’amore di un solo uomo, per il quale affronta rischi e peripezie, e con il quale si unisce infine in legittimo matrimonio e dà inizio alla dinastia degli Estensi. Il suo amore è portatore di ordine. Angelica, è portatrice di caos: l’amore carnale, la passione sensuale, il desiderio di possesso.

Rinaldo e Angelica di Ingres

Al suo apparire secondo l’Orlando Innamorato di Boiardo: Essa sembrava matutina stella. E ziglio d’orto e rosa di verzeri; In somma, a dir di lei la veritade Non fu veduta mai tanta beltade, tutti i cavalieri, dal più giovane al più vecchio, dal più probabile al più improbabile, si innamorano all’istante di lei. Lo scopo non è il matrimonio, molti dei paladini sono già sposati, ma il possesso fisico della ragazza. Lo dice la stessa Angelica, nel proporre la sua sfida: il vincitore otterrà la sua persona. Magari lei possiede solo “quella”, il suo corpo, il suo eros, l’eterno femminino, l’unica merce di scambio che le permette di essere alla mercé del primo venuto disposta a difenderla: ma il fatto che seduce tutti senza concedersi a nessuno, è una sua forza, ed è stata una forza potente, per tantissime fanciulle nel corso dei secoli…
Il suo eros negato ha sconvolto le basi della narrazione cavalleresca tradizionale, allontanando gli eroi dalla corte: perfino Orlando si dimentica del suo dovere nei confronti dell’imperatore e soprattutto della fede. Quando Angelica sperimenta l’amore in prima persona, la sua scelta costituisce un’altra grave infrazione al codice tradizionale cavalleresco, dal momento che ricade sul “vilissimo barbaro” Medoro.
L’umanità di Angelica a volte è disarmante: non ha lo status tradizionale di “vergine” ma è “l’oggetto invano desiderato e il soggetto invano desiderante”. Infatti bevendo alla “fonte dell’amore”, la fanciulla si ritrova innamorata di Rinaldo; contemporaneamente il paladino, che fino a poco prima era alla sua ricerca, beve alla “fonte del disamore”, e inizia ad odiare la fanciulla. Anche lei quindi diventa un amante inappagata.
Angelica è una narcisista? Sicuramente è un’egocentrica incentrata su sé stessa, sulla propria salvezza e il raggiungimento dei propri obiettivi, tratto comune a tutti i personaggi, ma anche a tutti gli esseri umani; ma mentre negli altri personaggi l’obiettivo è fuori di sé, cioè l’ossessione dell’oscuro possesso di Angelica, nella fanciulla è dentro di sé”.

 

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