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Legambiente Sicilia: “Piano amianto inefficace”

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Palermo, 11 lug. – “Dati sconfortanti e incompleti, obiettivi generici e impegni incerti”. Legambiente Sicilia boccia “il tanto atteso” Piano regionale amianto che “contiene tante buone intenzioni ma rischia di essere del tutto inefficace, come del resto gli altri piani di gestione dei rifiuti”. Secondo l’associazione, “i dati sull’attività di rimozione e bonifica, così come quelli sul censimento degli Mca presenti in Sicilia, oltre ad essere sconfortanti – solo 22mila tonnellate di materiali contenenti amianto (MCA) rimossi e circa 22mila segnalazioni – sono del tutto insufficienti (fanno riferimento solo al 2015-2016 e 2017, mentre mancano quelli comunicati dal 1993 in poi) per una seria valutazione dell’efficacia degli interventi individuati nel piano”.

Ma non è tutto. “Il Piano – sottolinea – non definisce quanto tempo, quante risorse umane, strumentali ed economiche servano per raggiungere gli obiettivi generici che si sono prefissati. Così come rimane vago, e a volte anche in contrasto con altri documenti regionali riguardanti lo smaltimento dell’amianto, sulle previsioni impiantistiche. La mancanza di pianificazione diventa grave alla luce della stima di oltre 1 milione di mc di MCA presenti sul territorio regionale e della proiezione, questa del tutto inverosimile, di smaltire entro 5 anni una simile quantità, considerato che procedendo agli attuali ritmi di smaltimento e bonifica, di anni ce ne vorranno 50”.

“Ci sembra alquanto evanescente – dichiara Tommaso Castronovo, coordinatore Liberi dall’Amianto – puntare prioritariamente alla realizzazione di impianti di trattamento e trasformazione degli MCA non essendo ancora state mai implementate, a livello nazionale, impianti su scala industriale ma solo su scala pilota. Mentre, visti i notevoli ritardi accumulati a livello regionale, bisognerebbe concentrarsi su siti idonei specifici per l’amianto, possibilmente su scala provinciale, che sono più veloci da realizzare e al momento più efficaci delle alternative, soprattutto perché abbatterebbero da subito i costi dello smaltimento per pubblico e privati”.
(Adnkronos)

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