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Bologna: lotta ‘biologica’ alla zanzara tigre. Dal 17 Giugno per 16 settimane

Test in un quartiere con immissione di 500mila maschi sterili

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BOLOGNA – La lotta alla zanzara tigre diventa anche biologica e sostenibile. In arrivo a Bologna 500 mila esemplari di maschi sterili per bloccare la proliferazione. Un intervento, questo, che sarà scadenzato per motivi tecnici, comincerà lunedì 17 giugno per 16 settimane (30mila esemplari immessi alla settimana), in un’area di circa 40 ettari del quartiere Navile. Questo tipo di trattamenti saranno effettuati in maniera assolutamente gratuita dal personale del Centro Agricoltura Ambiente di Bologna. Immettere maschi sterili, assicura l’amministrazione comunale e Il Centro Agricoltura Ambiente, “non ha alcun impatto negativo sull’ambiente, sugli animali e sulla salute pubblica”. Come ben noto, sono le femmine di zanzara a pungere e nel peggiore dei casi a trasmette infezioni e virus potenzialmente pericolosi, proprio perché il sangue serve loro per far maturare le uova. Nel caso bolognese, l’ipotesi è, che i maschi sterili, accoppiandosi con le femmine, le rendano sterili a loro volta. Ma per fare ciò è anche necessario trattare le aree con prodotti chimici larvicidi specifici in modo da eliminare le larve già esistenti ed un proliferare del vecchio sistema di accoppiamento. Contestualmente ci saranno analisi per verificare l’efficacia del metodo e per calibrarne l’utilizzo nei prossimi anni.
L’osservazione in natura avrebbe permesso di comprendere che, in alternativa all’utilizzo di prodotti chimici più o meno tossici e di sicuro impatto ambientale, è possibile il più delle volte ricorrere a meccanismi di controllo naturali per il contenimento degli insetti. Questi rappresenterebbero la base della lotta biologica, vale a dire l’insieme di tecniche e di sistemi che adoperano al meglio gli antagonisti naturali degli organismi che possono arrecare danno all’uomo. L’applicazione dei metodi di lotta biologica richiede però una buona conoscenza del parassita sotto osservazione, del suo ciclo biologico e di come l’ambiente può influenzare il rapporto tra parassita e antagonista.
In Italia si possono contare in media circa 60 specie di zanzare che sono rappresentate da 3 grandi famiglie: le Culex (la nostra zanzara comune, italianissima e attiva all’alba e al crepuscolo), le Anopheles (note per la loro capacità di diffondere la malaria, una volta presenti in zone paludose, attive durante la notte) e le Aedes (di cui fa parte la zanzara tigre, attive durante tutto il giorno).
Tutte le specie di zanzare necessitano dell’acqua per riprodursi, per cui l’habitat ideale per l’accoppiamento è rappresentato da piccole pozze d’acqua stagnante, canali, paludi, stagni, sottovasi, bidoni pieni d’acqua, bicchieri o pozzetti di scolo.

In continua crescita negli ultimi anni sopratutto nelle grandi città, le zanzare limitano la libertà personale degli individui e possono sopratutto portare malattie anche gravi per l’uomo come: Zika virus, l’Encefalite, la Malaria e per gli animali la Leishmaniosi.

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