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Sport: Ricci Bitti, ‘legge riforma è una insalata e Spadafora sta complicando le cose’ 

“Alcuni punti della reazione di Spadafora alle parole di Bach sono assolutamente inaccettabili: ad esempio quando consiglia di leggere la legge. La legge che lui ritiene una grande legge ma Bach sarà aiutato, da me in particolare, a non leggere una legge di 120 pagine che tocca i veri problemi della governance del sistema sportivo italiano per il 10%. Penso che il ministro faccia male a pensare che sia una riforma dello sport, è una insalata. Cerca di toccare tanti tasti, molti marginali. Nella governance lui sta complicando le cose perché aggiunge Enti, Dipartimenti al Coni, ma di complicazioni ce ne sono già abbastanza, non è nella direzione giusta e quindi leggere la legge è uno sforzo inutile anche perché Bach è interessato solo alla governance”. Lo ha detto all’Adnkronos Francesco Ricci Bitti, presidente ASOIF, (Association of Summer Olympic International Federations), molto vicino al presidente del Cio, Thomas Bach e presente ieri a Imola alla conferenza stampa, in merito alla risposta del ministro dello sport Vincenzo Spadafora alle parole del numero uno dello sport olimpico. 

“Gli uffici di Bach hanno scritto numerose lettere, la prima delle quali a luglio del 2019 e queste lettere hanno ricevuto sempre risposte dilatorie, mai una risposta tecnica. Il Cio ha chiesto di confrontarsi sulla legge per quelle piccole parti che riguardano la specificità dell’autonomia del movimento sportivo, i minimi necessari, e non ha mai avuto una risposta fattuale. Penso che questo non sia corretto, si faccia leggere le lettere e dia una risposta, sono anche documenti brevi”, ha aggiunto Ricci Bitti. 

“Bach ha solo detto che non è normale che ci sia un segretario generale che è dipendente di una società di diritto privato legata al Governo, questo non è normale da nessuna parte. Inoltre il marketing dei cinque cerchi è di assoluta prerogativa dell’ente socio del Cio, in qualsiasi forma giuridica esista. Non hanno ancora capito che questo è un punto fermo. Siamo in una fase di totale irregolarità. Sono problemi che vanno risolti”, ha sottolineato l’ex presidente dell’Itf. 

“Il Coni non vuole tornare ad essere quello che era, ma cerca di avere i minimi requisiti di un Comitato olimpico internazionale, anche sacrificando un passato che ci ha visto da esempio. Lukashenko? Il Cio e il Coni non devono giudicare i sistemi politici ma l’operatività dei propri stakeholder. Probabilmente siamo meno operativi che in Bielorussia in questo come governance. Il sistema sportivo deve difendere la sua specificità”, ha aggiunto Ricci Bitti. 

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