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Sanremo, Gio Evan: “Innamorato della figura di Cristo, cerco la sua umanità in ogni uomo”

“Mi sono innamorato di Cristo perché l’ho letto fuori da ogni forma di canone, di tradizione, non venivo da un percorso di Chiesa. L’ho conosciuto in India, l’ho letto nel Vangelo con la stessa importanza di un Piccolo Principe, come un romanzo. L’ho trovato un grande uomo, a me interessa chi sacrifica la vita e se stesso per gli altri, chi ha il coraggio di dividere una pietanza, chi si ferma dal malato anche solo per dargli la sua presenza. Questo è quello che cerco nell’umanità, il Cristo in ognuno. E quindi sfido a non affezionarsi a una figura così aitante”. A raccontarlo all’Adnkronos è Gio Evan che, a Sanremo per la sua prima esperienza sul palco dell’Ariston dove stasera presenterà il brano ‘Arnica’, è uno degli artisti più poliedrici e profondi che quest’anno calcano la scena di un festival unico e irripetibile. 

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“Lo vivo come un’esperienza inedita, in ogni forma. E questo Sanremo è più che storico, sono contento di partecipare a tanta grandezza”, spiega Gio Evan, all’anagrafe Giovanni Evani Giancaspro, rivelando le emozioni con le quali affronta il debutto. E parlando così del pezzo che porta in gara, ‘Arnica’. “Quest’arnica è andata a mettere le mani laddove la dimenticanza si stava facendo feroce -spiega l’artista- Sono dovuto andare a ripescare tutti i ricordi, le esperienze, le amicizie che ci hanno formato ma che spesso non ci ricordiamo. Io sono un viaggiatore, accumulo tante esperienze e ricordi. Arnica mi ha detto quali sono i ricordi primordiali, e sono andato a ripescarli affinché non si dimentichino”. 

Gio Evan è un viaggiatore da sempre. Ecco come ha affrontato il necessario stop importo dalla pandemia: “Quando ti fermi, e per me è difficile, raro e doloroso, scopri che ci sono dei modi di viaggio diversi, che non sono quelli di viaggiare dentro sé, ma fuori da sé e di sé. La lettura, l’arte, l’immedesimazione…il viaggio è tante cose. Per ora ci accontentiamo di queste altre forme”. Durante i suoi viaggi, si è guadagnato il soprannome di ‘evangelista’, per i valori e le ‘perle di saggezza’ che trasmette. Lui, però, schiva con modestia la cosa: “Non voglio insegnare niente, non sono capace -dice- A me piace manifestare la vastità di pensiero, e se posso fare qualcosa è proprio questo: ispirare alla ricerca interiore”. 

(di Ilaria Floris) 

 

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