Sicilia Report
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Nuovo Dpcm e Natale, incontro governo-regioni: 

Prima riunione governo-Regioni in vista del prossimo Dpcm. Convocata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, con Regioni, Anci e Upi, in collegamento ci sono anche il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il presidente dell’Anci Antonio De Caro e il presidente dell’Upi Michele de Pascale.. Tra i governatori partecipano i presidenti del Veneto Luca Zaia, della Liguria Giovanni Toti, della Basilicata Vito Bardi, del Molise Donato Toma, della Calabria Nino Spirlì e della Toscana, Eugenio Giani. 

Natale e Covid, Boccia: “Far nascere 2 ore prima Gesù non è eresia” 

Di un Natale sotto tono “necessario” ha parlato il premier Giuseppe Conte, in un’intervista al Tg5. “Non possiamo abbassare la guardia. Gli italiani sono consapevoli che sarà un Natale diverso o ci esponiamo a una terza ondata a gennaio, con il rischio di un alto numero di decessi che non possiamo permetterci”, ha chiarito.  

“Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza”, ha detto, a quanto si apprende, Boccia, durante la riunione con le Regioni.  

“Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire”, avrebbe sottolineato. 

“La sicurezza delle persone e la salute vengono prima di tutto – ha rimarcato il ministro – Anche in Germania si è scelta la linea della massima prudenza, nella consapevolezza che ‘davanti a noi ci sono mesi invernali difficili, e questo vale fino a marzo’ ha detto oggi il ministro Helge Braun. Questa moderazione che dobbiamo tenere noi tutti ogni giorno anche a gennaio, febbraio e marzo, sarà accompagnata da ulteriori misure di contenimento se il nostro comportamento non sarà sufficiente”. 

Sulla scuola, invece, “le regioni hanno unanimemente ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni eventuale riapertura delle didattica in presenza per chi oggi è ancora in didattica a distanza. Anche perché se si tornasse a scuola intorno al 10 di dicembre si rischia che alcuni focolai o un aumento di contagi vada ad impattare sulle nostre strutture ospedaliere proprio nei giorni tra Natale e Capodanno”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, durante il punto stampa di oggi sul Coronavirus, dopo l’incontro interlocutorio. 

Sulla riapertura delle scuole superiori, “tutte le regioni hanno ritenuto di dire al governo che si tratterebbe di una mossa inopportuna in questo momento – ha spiegato Toti -, soprattutto alla vigilia della pausa festiva delle scuole, in assenza di una seria programmazione di scaglionamento degli ingressi e con un sistema di trasporto pubblico che oggi prevede una capienza del 50% e che andrebbe necessariamente ritoccata ove si decidesse di far tornare i ragazzi più grandi in aula”. 

 

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