Sicilia Report
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“Melania Trump escort”, bufera su Friedman

Voleva dire ‘accompagnatrice’, ma ha utilizzato “escort” per definire Melania Trump. Alan Friedman nella bufera per la frase sull’ex first lady, ieri, in diretta su ‘Unomattina’ su Ra1. Ma, spiega il giornalista all’Adnkronos, “non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall’inglese, la parola italiana che volevo dire era ‘accompagnatrice’, ed è uscito ‘escort’. Mi sono corretto subito, non c’è da montarci su una questione”. Fridman ha spiegato quindi di “non aver voluto offendere nessuno” cercando così di placare le polemiche scatenatesi in seguito alla sua partecipazione alla trasmissione. Ma intanto si apre il caso, e sono diversi gli esponenti del mondo politico che hanno condannato la frase incriminata.
“Grave episodio sulla tv pubblica: Alan Friedman definisce Melania ‘escort’ prima di correggersi e chiamarla ‘moglie’ di Trump. Surreale che nessuna paladina del femminismo sia intervenuta. Cosa sarebbe accaduto se a essere definita così fosse stata un’esponente di sinistra?”, scrive su Twitter Giorgia Meloni, che aggiunge: “Surreale anche che Friedman non si sia scusato immediatamente per le gravi parole pronunciate, aspettando le polemiche per poi dare la sua versione”. 

“Le parole gratuite, inaccettabili, volgari e offensive pronunciate da Alan Friedman nella puntata di ieri della trasmissione ‘Unomattina’ qualificano il personaggio ma sono figlie di una diffusa cultura misogina che crede di non avere limiti nelle proprie esternazioni e nei propri comportamenti. Lascia allibiti che sul canale principale del servizio pubblico si consenta la gratuita umiliazione di una donna, ma ancor più raccapricciante è il silenzio dei conduttori e degli altri ospiti anziché la pretesa di immediate scuse e la censura in diretta”, affermano quindi i senatori della Lega in commissione d’inchiesta sul Femminicidio Marzia Casolati, Gianfranco Rufa e Pietro Pisani.  

“Lasciare correre queste infamie, pensare che sia solo goliardia o – peggio ancora – umorismo, è tipico della subcultura che relega la donna in secondo piano e che ne minimizza poi diritti e rivendicazioni. Si vergogni questo minuscolo ‘giornalista’, si svegli la Rai e prenda seri provvedimenti: lo deve alle donne ed alla loro onorabilità”, concludono i tre senatori della Lega. 

“Non va fatto alcuno sconto a Friedman rispetto alle sue parole nei confronti di Melania Trump in tv. E’ il corrispondente italiano di Mauro Corona che definisce la Berlinguer ‘gallina’, e la Rai lo censura. La Rai dovrebbe censurare Friedman come hanno censurato Corona”, commenta quindi Vittorio Sgarbi all’Adnkronos. “Sono espressioni che avevo già indicato in televisione di ‘trumpismo rovesciato’ -spiega Sgarbi- Quello che lui attribuisce a Trump lo esprime nel suo modo di parlare. Sono posizioni che hanno gli intolleranti, che diventano ancora più intolleranti di quelli che accusano. Questo gesto lo arruola nel campo dei trumpisti”. 

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