Sicilia Report
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M5S, rabbia eletti per riunioni parallele deputati-senatori: “Buffonata”

Malumori nel M5S per le riunioni ‘parallele’ dei gruppi di Camera e Senato alla vigilia del voto di fiducia a Palazzo Madama sul governo Draghi. Il capo politico Vito Crimi, poco dopo le 21.30, ha preso la parola durante la video-call dei deputati ribadendo il sì del Movimento all’esecutivo presieduto dall’ex numero uno della Bce. Crimi ha poi ricordato che il voto degli iscritti su Rousseau è vincolante e che anche l’astensione sarà considerata una forma di “dissenso”.  

Il reggente pentastellato ha abbandonato la riunione dei deputati per collegarsi con quella dei senatori, scatenando così le proteste degli eletti grillini a Montecitorio. “Tutto questo è surreale – sbotta Maria Edera Spadoni in assemblea – non c’è ascolto. Questa modalità di confronto non mi appartiene più”. La rabbia esplode anche nelle chat. “Non ha senso continuare – scrive una deputata – se chi ci deve dare risposte se ne va”. Diversi pentastellati scelgono così di abbandonare la videoconferenza. “A che serve ascoltarci tra di noi se poi anche l’indirizzo che emerge dal gruppo viene disatteso?”, si chiede un altro collega, criticando anche la scelta dei vertici di istituire un intergruppo al Senato con Pd e Leu.  

Una decisione, quella annunciata oggi dal capogruppo a Palazzo Madama Ettore Licheri, non approvata da tutti. “Le riunioni parallele sono una buffonata… Sono veramente amareggiata – attacca la deputata Valentina Corneli – il direttivo gestisce tutto modello Ungheria… Ormai non esistiamo più nemmeno comunicativamente”. E ancora: “Siamo solo carne da macello”. Tra i pochi ad appoggiare la scelta di indire due riunioni in contemporanea, la deputata Gilda Sportiello: “Se il Senato ha altre esigenze non vedo perché dovrei privarmi di questo momento”. 

“Gestione stile Ungheria? E’ una mancanza di rispetto fare paragoni del genere… li trovo davvero assurdi”, la replica del vicecapogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi nel corso della riunione.
 

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