Sicilia Report
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M5S, di chi è il simbolo? L’intreccio da Grillo a Casaleggio

Ma il simbolo M5S di chi è? E’ questa una delle domande che si rincorre tra Camera e Senato, mentre la scissione del Movimento sembra ormai a un passo, le espulsioni tornano a terremotare le file dei parlamentari e Barbara Lezzi, nonostante il cartellino rosso, lancia la propria candidatura alla nuova governance a 5, approvata ieri da una base decimata, stando almeno al numero di voti registrati sulla piattaforma Rousseau. Un cambio di passo, quello che modifica lo statuto del Movimento, che getta ombre sulla legittimità delle espulsioni decise dal capo politico Vito Crimi. 

Uno dei nodi, forse il più difficile da sbrogliare, è proprio quello del simbolo. Quel contrassegno con le 5 Stelle e la dicitura ‘blogdellestelle.it’ che alle scorse politiche ha raccolto oltre 10 milioni e mezzo di voti. Dietro quel marchio – portato da Beppe Grillo in persona al Viminale, quando il M5S sognava di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno – si intreccia e stratifica la storia del Movimento, compresa la nascita delle 3 associazioni che si sono succedute negli anni, complici le cause intentate dagli espulsi che hanno portato Grillo in Tribunale, costringendolo a dotarsi di un nuovo Statuto. 

Il 26 settembre del 2012, il garante e fondatore del M5S depositò presso l’Ufficio brevetti e marchi del Mise un logo con la scritta ‘MoVimento’ accompagnato dalle famose 5 Stelle, senza ulteriori scritte al suo interno. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale in caso di ‘guerre stellari’. Nel 2009 Grillo aveva provveduto a depositare la versione del logo con la dicitura ‘beppegrillo.it’, che ha rappresentato per anni il simbolo ufficiale del M5S: nel 2013, per esempio, i pentastellati si presentarono alle politiche proprio con quel vessillo. Nel giro di qualche anno però il nome di Grillo sparisce dal simbolo. 

E’ il 18 novembre 2015 quando nel database dell’Ufficio dei marchi europeo (Euipo) fa la sua apparizione il simbolo M5S con la dicitura ‘movimento5stelle.it’ al posto di ‘beppegrillo.it’: il proprietario risulta essere l’Associazione Movimento 5 Stelle con sede a Genova, fondata nel 2012 da Grillo e presieduta da quest’ultimo. Dopo 3 anni (gennaio 2018), in vista delle elezioni politiche il M5S cambia di nuovo logo: la scritta ‘ilblogdellestelle.it’ sostituisce quella vecchia. 

Titolare del marchio è la nuova Associazione Movimento 5 Stelle, con sede a Roma in Via Nomentana, presso lo studio legale Ciannavei, e fondata alcuni mesi prima da Casaleggio e Luigi Di Maio. “Alla denominazione del ‘MoVimento 5 Stelle’ potrà essere abbinato il simbolo, di proprietà dell’omonima associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ con sede in Genova, concesso in uso dalla medesima”, si legge nello statuto dell’Associazione 2017 che disciplina il rapporto osmotico del ‘partito’ con Rousseau. 

Come è scritto nero su bianco anche nell’ultimo bilancio dell’Associazione di Grillo (che ancora sopravvive), il logo in questione – quello con la dicitura movimento5stelle.it, per intenderci – “è stato dato in uso gratuito all’Associazione Rousseau” di Casaleggio. Nello stesso rendiconto risultano proventi straordinari per 1.421 euro che “riguardano l’accollo e il pagamento di debiti pregressi da parte dell’Associazione Rousseau”. 

Attualmente, di fatto, è già in corso a Genova una battaglia legale per l’uso del simbolo M5S: l’udienza conclusiva è fissata al primo luglio 2021. Il procedimento è stato promosso dal Curatore speciale del M5S del 2009 nei confronti della omonima mini-associazione fondata da Grillo e altre due persone nel dicembre 2012 e del partito fondato da Di Maio e Casaleggio jr. 

Nel contenzioso di Genova, la posizione della ‘difesa’ è che il proprietario del simbolo è Grillo, che lo ha poi ceduto all’Associazione del 2012, la quale lo avrebbe poi dato in comodato all’Associazione del 2017. A complicare ulteriormente il quadro, è la normativa elettorale italiana, che riconosce una sorta di primazia nell’uso del simbolo da parte del gruppo parlamentare che lo ha depositato e ne diventa effettivo titolare, perché non esiste allo stato attuale una norma che consenta di coniugare la disciplina civilistica con quella elettorale. 

Tra l’Associazione del 2012 e l’Associazione del 2017, lo statuto del 2017 riconosce la proprietà del simbolo alla prima, dunque quella di Grillo, nipote e commercialista. I quali, volendo, potrebbero revocare il diritto di utilizzo. Ma resta l’incognita non da poco del gruppo parlamentare: in materia elettorale, prevarrebbe il diritto di deputati e senatori che hanno adottato quel contrassegno. (di Ileana Sciarra e Antonio Atte) 

 

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