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Iran, manifestazione a Roma: “Italia condanni esecuzione wrestler Afkari” 

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Manifestazione oggi in piazza San Silvestro a Roma organizzata dall’Unione delle associazioni iraniane in Italia simpatizzanti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, per protestare contro la “dittatura” del presidente iraniano Hassan Rouhani e chiedere giustizia per l’esecuzione del wrestler Navid Afkari, che ha suscitato rabbia e indignazione in Iran e nella comunità internazionale. Inviata anche una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al presidente della Camera Roberto Fico, nella quale si chiede una presa di posizione netta con una “condanna esplicita e decisa di questo crimine” (VIDEO). 

Il campione di wrestling Navid Afkari, 27 anni, aveva ricevuto due condanne a morte per la partecipazione alle proteste contro il governo iraniano a Shiraz nel 2018, e l’uccisione di Hassan Turkman, guardia di sicurezza sotto copertura dell’Ircg, ramo delle forze armate dell’Iran. Tramite un audio inviato dal carcere, Afkari aveva rivelato come la confessione dei due crimini gli fosse stata estorta sotto tortura. Nonostante le ripetute richieste di scarcerazione da parte della comunità internazionale, la mattina del 12 settembre è stata resa nota l’esecuzione di Afkari nella prigione di Abel-Abad a Shiraz.  

“Non bastano più le sole parole di circostanza, che se pronunciate saranno importanti e solidali, chiediamo atti concreti – ha esortato Esmail Mohades, scrittore iraniano e attivista per i diritti umani esule in Italia – Chiediamo la chiusura delle sedi diplomatiche e degli altri centri cosiddetti culturali del regime iraniano in Italia che fanno di tutto tranne svolgere azioni diplomatiche o culturali”. 

Mohades ha poi ceduto la parola alle sorelle Nazly e Parya Afshar, rappresentanti delle associazioni dei giovani iraniani in Italia: “Noi giovani iraniani chiediamo di sottoporre la questione dei diritti umani in Iran al Consiglio di sicurezza dell’Onu, e alle Nazioni Unite diciamo che le loro condanne verbali ormai non bastano più. Non è più tempo di parole ma di atti concreti, chiari e pratici, affinché nessun regime possa pensare, nel 21esimo secolo, di poter fare ciò che crede senza rispondere dei propri crimini”.  

Nazly e Parya sono italiane di seconda generazione, figlie di un esule, e anche secondo loro la politica di ‘appeasement’ del nostro governo renderebbe l’Italia complice del “sanguinario regime” iraniano. “Noi, come cittadini italiani, chiediamo al governo e al ministro degli Esteri di condannare fermamente l’uccisione del campione Navid Afkari, e di agire al più presto per salvare la vita di tutti quei giovani, compresi i due fratelli di Navid, che si trovano tutt’ora nelle disumane prigioni iraniane, sottoposti a sistematiche torture e violenze, in attesa che giunga la loro ora nell’indifferenza totale di coloro, che per affari e interesse, preferiscono voltare lo sguardo dall’altra parte, divenendo complici del sanguinario regime dei mullah”.  

“Quello che più ci addolora – ha aggiunto Mohades in un commento all’Adnkronos – è l’imbarazzo che proviamo nei confronti dei nostri figli, cresciuti in questo paese, non sapendo giustificare loro l’inspiegabile silenzio del Governo italiano sulla questione”. 

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