Sicilia Report
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Governo, Salvini da Draghi: “Chiusure mirate e ritorno alla vita”

Matteo Salvini a colloquio da Mario Draghi. “Noi siamo per la tutela della salute, ma con interventi mirati e in questo c’è sintonia con il presidente Draghi e son contento. Se c’è un problema in quella zona, in quella provincia, come ad esempio a Brescia, intervieni in provincia di Brescia, non è che fai il lockdown nazionale da Bolzano a Catania. Dunque chiusure mirate e un ritorno alla vita: se si può pranzare tranquilli, allora si può cenare tranquilli”, spiega il leader della Lega lasciando Palazzo Chigi dopo aver visto il premier. 

“Per quel che mi riguarda palestre, impianti sportivi, oratori, istituti culturali – prosegue – possono tornare a operare garantendo salute e distanza. E chi non può operare deve essere rimborsato istantaneamente”. A chi gli domanda se Draghi non sia dunque su una linea strettamente rigorista, “chiedetelo a lui – dice – io non mi permetto di mettere in bocca ad altri dichiarazioni. Ma penso che ci sia voglia di cambiamento anche da questo punto di vista. Certo attenzione, cautela, se ci sono terapie intensive occupate non si scherza con la salute della gente. Però alcune norme di buon senso, quelle sui ristoranti ad esempio mi sembrano palesi: se sono sicuri a pranzo, allora lo sono anche a cena. E poi alcune realtà iper controllate come le palestre piuttosto che i teatri, allora perché no?”. 

Con il premier Mario Draghi, il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato anche dell’accelerazione sul piano vaccinale. “Sì – risponde ai cronisti – e son contento che un ministro leghista come Giorgetti avrà un incontro a breve con le industrie farmaceutiche per pensare a una produzione italiana. Quando c’è di mezzo la salute non si guarda in faccia nessuno. Se si riescono a portare le aziende farmaceutiche a sostenere una produzione vaccinale italiana, non uso il termine sovranità, però non dover dipendere da altri mi lascerebbe tranquillo”.  

Per produrli in Italia serve del tempo, “sì, ma almeno per due anni andiamo avanti, ci sarà il richiamo annuale – replica Salvini -. Dal momento in cui cominci con la produzione servono 4 mesi, se inizi a marzo vuol dire che per l’estate hai una produzione di vaccino fatto in Italia, dunque non dipendi da Bruxelles o dalla multinazionale X o Y”. A chi infine gli chiede se l’incarico a Giorgetti preluda qualche problema per il super commissario Domenico Arcuri, “noi vogliamo dare il nostro contributo – risponde – il giudizio su Arcuri lo darà la Storia”. 

“Sarebbe banale parlare di sottosegretari, è un compito che lascio a voi anche perché qualcuno non ha fatto i compiti…”, continua Salvini. “Mi ha chiamato lui”, risponde a chi gli domanda chi abbia voluto l’incontro. Sulla nomina del ‘sottogoverno’, “noi saremmo pronti a partire anche adesso, tra un minuto, ma altri hanno difficoltà”. 

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