Sicilia Report
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Governo, Draghi ha giurato

Inizia ufficialmente l’era Mario Draghi. Poco prima delle 12 il nuovo premier ha giurato al Quirinale, seguito dai ministri. Alle 13, quindi, la cerimonia della campanella con il passaggio di consegne fra Draghi e il premier uscente Giuseppe Conte.  

Quella di oggi è una cerimonia sui generis, per garantire il rispetto delle norme richieste dall’emergenza epidemiologica. Ministri nel Salone delle feste quindi, ma non nella solita tribunetta, seduti invece a distanza e naturalmente tutti con mascherina. Impossibile la presenza di familiari e parenti e ovviamente di giornalisti, fotografi e cameramen, con la possibilità di seguire la cerimonia in streaming. Ingressi anticipati per le procedure anti-Covid, per il tampone che è già stato fatto alla compagine di governo. Prima ad arrivare la ministra leghista per le disabilità, Erika Stefani, ultima a varcare, poco fa, il portone del Colle, la ministra dell’università Cristina Messa. 

Il rispetto delle norme anti-pandemia introduce una novità nella cerimonia del giuramento: dopo il presidente del Consiglio e tra un ministro e l’altro sarà necessario sanificare la penna con la quale il premier e i titolari dei vari dicasteri firmano i vari documenti.
 

Il primo Consiglio dei ministri del governo Draghi si terrà alle ore 14 a Palazzo Chigi, dopo il passaggio di consegne tra i due premier e la cerimonia dello scambio della campanella. E, curiosità, a quanto apprende l’Adnkronos prima del Cdm che darà inizio al nuovo corso tutti i ministri verranno sottoposti a tamponi rapidi antigenici. Solo all’esito dei tamponi, potranno accedere alla sala del Consiglio dei ministri.
 

23 i ministri a comporre il nuovo esecutivo, 8 tecnici e 15 politici così ripartiti: 4 del M5S, 3 del Pd, 3 di Forza Italia, 3 della Lega, uno per Leu e uno per Italia Viva. Draghi ha sciolto ieri sera la riserva salendo al Quirinale e rendendo poi noti i nomi della squadra che lo accompagnerà per tutta la durata dell’incarico. 

Per il M5S, Federico D’Incà torna ai Rapporti con il Parlamento e Luigi Di Maio viene confermato alla Farnesina. Mentre Stefano Patuanelli ‘migra’ dal Mise all’Agricoltura e Fabiana Dadone dalla pubblica amministrazione alle Politiche giovanili. 

Tre i ministri dem, due conferme con Lorenzo Guerini alla Difesa e Dario Franceschini alla Cultura (ma ‘perde’ il Turismo). New entry Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, come ministro del Lavoro. Tre anche i ministri in quota Lega: Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo Economico, Erika Stefani al ministero per le politiche della disabilità e Massimo Garavaglia al Turismo. Anche per Forza Italia la delegazione è composta da tre ministri: Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione, Mara Carfagna al Sud e Maria Stella Gelmini agli Affari regionali. Leu vede confermato Roberto Speranza alla Salute. Per Italia Viva torna al governo Elena Bonetti nello stesso ruolo del Conte 2 ovvero Famiglia e Pari opportunità. 

C’è poi la componente tecnica. Come prevedibile, il dicastero dell’Economia, che ha la regia del Recovery plan, viene affidato a Daniele Franco, fino a ieri direttore generale di Bankitalia e uomo di fiducia di Draghi. All’Interno viene confermata Luciana Lamorgese, alla Giustizia Marta Cartabia, ai Trasporti Enrico Giovannini. Mantiene lo spacchettamento del Miur, voluto da Giuseppe Conte, affidando l’Istruzione a Patrizio Bianchi e l’Università a Cristina Messa. Alla Transizione ecologica, il ministero chiesto a gran voce da Grillo, Roberto Cingolani, mentre Vittorio Colao, altro nome che ha fatto parte della task force dell’esecutivo precedente ritorna, da titolare dell’Innovazione tecnologica. 

 

 

 

 

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