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Francia, al via il processo per attentato a Charlie Hebdo 

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Si è aperto tra forti misure di sicurezza il processo per gli attentati compiuti a Parigi nel gennaio 2015 e che fecero 17 morti in tre giorni. Superstiti e parenti delle vittime erano presenti nella sala delle udienze, presenti 11 accusati, mentre per gli altri tre il processo si svolge in contumacia. Tra le parti civili erano presenti tra gli altri Lassana Bathily, ex ostaggio dell’Hyper Cacher, il direttore della pubblicazione Charlie Hebdo, Riss, il medico del pronto soccorso Patrick Pelloux, che collaborava con il giornale e che fu tra i primi a recarsi sul posto della carneficina. All’esterno e all’interno del tribunale, chiuso ai non addetti, centinaia di agenti di polizia. Il processo ha avuto momenti di tensione quando la legale di uno dei principali accusati, Isabelle Coutant-Peyre, ha denunciato un trattamento non equo per il suo cliente giudicato per complicità nei crimini commessi da trio di jihadisti, i fratelli Saïd e Chérif Kouachi e Amédy Coulibaly. 

“Compatisco le vittime per la sofferenza irriparabile e definitiva”, ha detto, sottolineando però che questa avrebbe potuto essere evitata se i servizi di informazione “avessero fatto con serietà il loro lavoro”. Dichiarazioni definite subito “indecenti” ed “odiose” dagli avvocati di parte civile. Per due mesi e mezzo, sfileranno 150 testimoni ed esperti nel corso di un processo che sarà interamente filmato. I 14 sospetti sono accusati in misura diversa di appoggio logistico ai fratelli Kouachi e a Coulibaly. Le prime settimane saranno dedicate alle testimonianze delle 200 persone chiamate dalle parti civili. Lo svolgimento dell’inchiesta e l’interrogatorio degli accusati arriveranno successivamente. Gli attacchi iniziarono il 7 gennaio con l’assassinio di 11 persone nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi ad opera di Chérif e Saïd Kouachi, poi fuggiti uccidendo un agente di polizia. Il giorno successivo Amédy Coulibaly uccise un agente della polizia municipale a Montrouge, vicino Parigi quindi, il 9 gennaio 4 uomini, ebrei, durante una presa di ostaggi nel magazzino dell’Hyper Cacher, nella parte est della capitale. 

I tre terroristi vennero infine uccisi nel corso di un duplice assalto condotto quasi simultaneamente nel magazzino e in una tipografia di Dammartin-en-Goële (Seine-et-Marne) dove i due assalitori di Charlie Hebdo si erano asserragliati. Di qui al 10 novembre il processo dovrà tentare di chiarire che ruolo hanno svolto i 14 accusati, cosa sapevano degli attacchi. Tre di loro sono assenti: Hayat Boumeddiene, compagna di Coulibaly e i fratelli Belhoucine, tutti partiti pochi giorni prima degli attacchi verso la zona iracheno-siriana. L’ondata di attacchi compiuta in Francia dal gennaio 2015 ha provocato 258 morti mentre la minaccia terroristica, secondo il ministero dell’Interno di Parigi, resta ad un livello “estremamente elevato” a cinque anni da quei fatti.  

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