Il Green pass Covid o i passaporti vaccinali, sebbene al momento esclusi, rimangono “una parte importante del nostro repertorio” e sarebbe “intelligente non escluderli” per accedere a luoghi particolarmente affollati, come i pub. Così il premier Boris Johnson, che sta illustrando la strategia del governo della Gran Bretagna per affrontare la pandemia in autunno e inverno.  

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Nel piano di 32 pagine, pubblicato oggi, si afferma che il governo “si impegna ad intraprendere qualsiasi azione necessaria per proteggere l’Nhs (il Servizio sanitario nazionale) dall’essere sopraffatto”, ma “le restrizioni economiche e sociali più dannose” verranno prese in considerazione solamente come “ultima possibilità”. Si tratta del cosiddetto “Piano B”, che prevede l’obbligo di indossare la mascherina, l’introduzione del Green Pass per una serie di luoghi al chiuso e il ricorso allo smartworking. Il “Piano A”, che il governo invece intende perseguire nei prossimi sette mesi, prevede il varo di una campagna per la terza dose di vaccino per la popolazione al di sopra dei 50 anni.
 

L’80% della popolazione britannica al di sopra dei 16 anni ha intanto ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti Covid, mentre il 90% degli adulti ha gli anticorpi contro il virus. Questi i dati citati dal premier. Grazie al successo della campagna di vaccinazione, ha detto Johnson, il Regno Unito è uno dei Paesi con maggiori libertà in Europa ed è questo il motivo per cui il governo “mantiene la propria strategia. Il premier ha inoltre sottolineato che il Paese deve “continuare ad essere molto fiero” del vaccino Oxford-AstraZeneca, definito il “cavallo di battaglia” della campagna di vaccinazione di massa.