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Covid, Galli: “C’è preoccupazione, serve sistema ‘cinese'”

“In questo momento al Sacco siamo in una situazione che regge. Non abbiamo avuto un aumento della richiesta di ricoveri tale, nelle ultime ore almeno, da dire ‘aiuto, sta riesplodendo tutto’. Certamente c’è preoccupazione perché i segnali che ci sono, come l’aumento del numero delle infezioni, sono tali da far pensare di dover reggere, nei prossimi giorni, l’eventuale impatto delle nuove infezioni che arriveranno a ricorrere all’ospedale”. Lo ha detto a ‘I numeri della pandemia’, su Sky Tg24 Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. 

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“Il sistema a colori -ha aggiunto- evidentemente non ce l’ha fatta. In questo momento io sarei per identificare i luoghi maggiormente colpiti soprattutto da varianti, chiudere per un periodo più o meno breve quei luoghi e vaccinare a tappeto in quei luoghi, dopo aver fatto, sempre a tappeto, test per vedere in che condizioni sono i cittadini”.  

“Possibilmente farei qualcosa di simile anche nei luoghi geograficamente vicini a quelli colpiti – ha spiegato Galli -. Non è facile, è un sistema un po’ cinese, più o meno è stato fatto così in Cina, però funziona e funziona di più delle chiusure indifferenziate, anche parziali, che a quanto pare non risolvono il problema. Poi è evidente che tutti devono essere prudenti: se viene detto in un dpcm che una cosa può essere fatta, non bisogna fiondarsi a farla tutti insieme”. 

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