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Arabia Saudita, Noury: “In Italia gara a chi blandiva di più Riad”

“Certamente è inopportuno essere invitati in forum internazionali che sono emanazione diretta della monarchia saudita e tacere sul sistema di violazioni dei diritti umani”. Lo ha dichiarato all’Adnkronos il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, commentando la partecipazione a fine gennaio del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a una conferenza organizzata dal governo di Riad, all’indomani della diffusione del rapporto dell’Ufficio del Direttore dell’Intelligence nazionale americana che ha evidenziato come il principe ereditario, Mbs, abbia “approvato un’operazione a Istanbul, in Turchia, per catturare o uccidere il giornalista saudita Jamal Khashoggi”.  

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Se è da condannare la partecipazione a questo tipo di eventi, prosegue Noury, va capito se “su una scala di gravità” è ancora più censurabile il comportamento dei “governi italiani che hanno intrattenuto rapporti politici ufficiali con l’Arabia Saudita, inviato armi fino al 2019 a un paese in guerra con lo Yemen, partecipato al G20 virtuale” oppure l’organizzazione di partite di calcio come la Supercoppa italiana.  

In Italia, evidenzia il portavoce di Amnesty, “è stato fatto a gara a chi blandiva di più l’Arabia Saudita, dimenticando i blogger frustati in piazza, gli attivisti per i diritti umani in carcere, i difensori per i diritti delle donne ed i giornalisti sotto attacco”. 

Sul rapporto diffuso ieri dall’Amministrazione Usa, Noury sottolinea che ribadisce le conclusioni alle quali erano arrivate altre fonti, “la stessa Amnesty ha sostenuto che Mbs non poteva non essere a conoscenza ed è la conferma di qualcosa già emerso nella sua evidenza”.  

Sull’ipotesi che gli Usa sanzionino l’erede al trono saudita, il portavoce di Amnesty replica che si tratta di una “valutazione politica”, sottolineando che “per un’organizzazione per i diritti umani è chiaro che le autorità saudite non saranno in grado di accertare sul piano giuridico le responsabilità” dell’omicidio Khashoggi e per questo chiede un’ “inchiesta internazionale”. 

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