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Vaccini, campioni biologici e farmaci: ecco come avviene il trasporto in sicurezza

Milano, 14 Giugno 2021 – Il trasporto in sicurezza del materiale biologico, diagnostico e farmaci richiede molta cura, attenzione, attrezzature e metodologie all’avanguardia 

La tematica del trasporto dei campioni biologici, come il trasporto di campioni ematici, altri materiali biologici, fra cui anche pezzi anatomici, a scopo diagnostico dal luogo di prelievo (reparti, centri di prelievo o centri periferici di raccolta) al laboratorio di analisi o all’anatomia patologica è sempre più emergente e strategica, al punto che le associazioni scientifiche della Medicina di Laboratorio si sono occupate di fornire le Raccomandazioni FISMeLab per il trasporto del materiale biologico (La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio, 2019). 

Il modello Hub-and-Spoke
 

Il trend più recente, sviluppatosi in Italia con l’aziendalizzazione delle strutture sanitarie, è la creazione di una rete Hub and Spoke dei laboratori e delle anatomie patologiche. 

Mutuando il modello della ruota di bicicletta, l’obiettivo del Hub and Spoke è quello diconnettere strutturalmente i flussi di trasporto di Spoke (raggio) locali ad un Hub centrale (mozzo), ottimizzando le risorse disponibili e riducendo gli sprechi. 

Nell’organizzazione sanitaria questo si traduce nel fatto che i laboratori pubblici hanno subito a partire dalla fine degli anni ‘90 una progressiva e consistente centralizzazione, mentre per quelli privati si osserva sempre di più la tendenza a consorziarsi o ad affidare ad altri laboratori più attrezzati (Hub) l’esecuzione di una parte più o meno consistente del proprio catalogo di prestazioni. 

Nel contempo sul territorio, al fine di favorire i cittadini, specialmente nel caso di soggetti anziani, evitando loro grandi spostamenti per eseguire analisi di laboratorio, si riscontra una capillare presenza di centri prelievo.  

Esistono inoltre specifiche casistiche che richiedono prelievi a domicilio, che sono spesso garantiti da personale che svolge saltuariamente tale attività, con i relativi problemi di aggiornare la conoscenza delle procedure. 

L’argomento riveste un’importanza notevole per una serie di fattori: 

• la sicurezza degli addetti a tale operazione  

• i laboratori destinatari dei campioni 

• la corretta conservazione del campione  

• la qualità del risultato analitico finale.  

Alla luce di queste considerazioni è necessario garantire al personale coinvolto nelle diverse fasi del trasporto un adeguato addestramento e la disponibilità di procedure per il corretto confezionamento, l’etichettatura ed il trasporto in sicurezza dei campioni.  

Quale effetto della centralizzazione, la distanza che il materiale biologico deve percorrere per giungere alla stazione analitica, un tempo confinata in ambito provinciale o, al più, regionale, laddove consentito dalle Autorità regolatorie può diventare sempre più grande, valicando, in diversi casi, anche i confini nazionali. 

Si distinguono così due tipologie di trasporto di campioni biologici: 

– Trasporto locale (intra-murale): da un reparto ospedaliero al laboratorio all’interno della struttura; in questo caso è necessario solo il contenitore secondario. 

– Trasporto esterno o spedizione: prevede la spedizione dei campioni ad altra struttura, attraverso mezzi terrestri (strada o ferrovia), aerei, postali, navali; in questo caso dalla normativa ADR è richiesto sia il contenitore secondario che il contenitore terziario. 

Il tempo e le modalità di trasporto a distanza dei campioni biologici sono fonti di potenziale corruzione della matrice biologica, che generano errori di varia natura e gravità. 

In generale, anche per il trasporto dei campioni biologici le precauzioni universali prevedono che essi siano considerati potenzialmente infetti e si debbano pertanto attuare condizioni di massima sicurezza possibile per l’operatore e per ilcampione, impedendo la dispersione nell’ambiente di agenti infettanti o potenzialmente tali.  

Tali condizioni riguardano la scelta di contenitori e mezzi idonei per il confezionamento e il trasporto, l’utilizzo di specifici Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), la conoscenza delle procedure per la manipolazione dei campioni e delle procedure da attuare in caso di eventi accidentali potenzialmente dannosi.  

La normativa ADR si applica ai trasporti internazionali su strada. La nuova edizione dell’ADR è in vigore dal 1° gennaio 2013 per tutti i trasporti internazionali di merci pericolose, mentre per quelli nazionali è diventata obbligatoria a partire dal 1° luglio 2013. In Italia l’edizione 2013 dell’Accordo ADR è stata recepita con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 21 gennaio 2013 e rappresenta la normativa nazionale al momento vigente.  

Sempre in Italia, oltre che nelle normative ADR recepite, le indicazioni e istruzioni operative sul trasporto esterno di campioni diagnostici o infettivi sono contenute nella Circolare del Ministero della Salute n. 3/2003, che intende garantire la sicurezza del personale coinvolto nelle operazioni di trasporto, impedire la dispersione di agenti infettanti o potenzialmente tali, garantire la sicurezza del personale addetto alla ricezione ed alla manipolazione del materiale contenuto nella spedizione. 

Requisiti del trasporto e rischi correlati
 

La catena di trasporto del materiale biologico inizia con il confezionamento e termina con la consegna del materiale stesso al laboratorio di destinazione. 

Le condizioni di trasporto devono assicurare il mantenimento della stabilità del campione, in altre parole, il suo valore diagnostico, cioè tutte le caratteristiche necessarie per conferire attendibilità al risultato delle indagini cui il campione sarà sottoposto. 

Le variabili del trasporto in sicurezza di materiale biologico 

I fattori che influiscono sulla conservazione dei campioni biologici sono rappresentati da: 

– Tempo: col trascorrere di 2-4 ore e oltre dal prelevamento si verificano alterazioni nella stabilità di alcuni componenti, al punto da richiedere la refrigerazione o altre manipolazioni dei campioni 

– Temperatura: per garantire il mantenimento delle caratteristiche del campione si usano, in genere, temperature comprese tra 2-8°C. 

– Esposizione alla luce solare: è necessario evitare sia la luce artificiale sia la luce naturale (raggi ultravioletti) e per alcuni parametri è richiesto il trasporto in contenitori ambrati o rivestiti con alluminio. 

– Idoneità e integrità del contenitore e sua stabilità; 

– Sollecitazioni meccaniche: è necessario evitare vibrazioni, cambiamenti di pressione, manipolazione impropria del recipiente contenente il campione. 

Il giusto confezionamento del materiale biologico, per un trasporto in sicurezza 

Il trasporto in conformità alla normativa ADR prevede l’utilizzo di un sistema a tre involucri, così configurato:  

Contenitore primario: contenitore a tenuta stagna contenente il campione: può essere, ad esempio, la provetta del sangue o il contenitore delle urine o il contenitore di pezzi anatomici. Il contenitore, se frangibile, deve essere avvolto con sufficiente materiale antiurto e da materiale assorbente in quantità sufficiente da essere in grado di assorbire tutto il liquido in caso di rottura. Il materiale assorbente va posto fra i recipienti primari ed il secondario. 

Contenitore secondario: è un secondo contenitore a tenuta stagna che serve a proteggere il contenitore primario. I contenitori primari sono posti in un contenitore secondario. Il contenitore deve essere etichettato in relazione al contenuto ed accompagnato dalle schede con i dati dei campioni. 

Contenitore terziario: il contenitore secondario deve essere posto in un ulteriore contenitore in grado di proteggerlo da agenti esterni durante il trasporto. Tale contenitore deve riportare la simbologia prevista della normativa. 

Vaccinazioni di massa anti-Covid e temperatura di conservazione nel trasporto dei vaccini
 

L’importanza della conservazione a temperature basse molto spinte nel trasporto dei farmaci è esplosa con le vaccinazioni di massa anti-Covid, partite il 27 dicembre 2020 nel cosiddetto Vax Day, il giorno stabilito dall’Unione Europea per l’avvio della campagna vaccinale anti-Covid.  

Il Piano vaccinale nazionale ha previsto un’organizzazione complessa, all’interno della quale è stato fondamentale risolvere il problema del trasporto dei vaccini alle stazioni vaccinali garantendo le temperature prescritte dalle diverse case farmaceutiche, comprendenti anche i -70 °C. 

Le istituzioni governative e sanitarie hanno affrontato la sfida epocale di organizzare una campagna vaccinale senza precedenti, che prevede l’approvvigionamento dei vaccini, ed il trasporto con:  

– freezer biologici per la corretta conservazione dei vaccini,  

– borse termiche per il trasporto dei vaccini alle sedi decentrate. 

Il sistema di trasporto campioni biologici conforme a norma ADR 

“I sistemi da noi proposti sono modulari in base alle necessità dei clienti e possono soddisfare le loro esigenze: dal professionista sanitario che esegue i prelievi a domicilio, che necessita di un piccolo sistema di trasporto campioni biologici, ad una realtà complessa come quella di un ospedale, che ha delle necessità di trasporto campioni biologici diverse a seconda della tipologia di materiale trasportato, compreso il trasporto di farmaci chemioterapici”, dicono dalla Interconsult, fornitore sicuro da anni per ospedali e laboratori d’analisi. 

Per maggiori informazioni
 

Sito web: www.trasportocampionibiologici.it
 

Responsabilità editoriale: TiLinko.it – Img Solutions srl 


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